Federica Pellegrini: Tra me e Magnini era un tira e molla da 5 anni

Milano, 7 feb. (LaPresse) - "Filippo e io ci siamo sempre puntati, è un gran tira e molla da cinque anni fra di noi. Però adesso siamo qui, è l'epilogo migliore". Così Federica Pellegrini sul nuovo numero di 'Chi' in edicola domani, che pubblica in esclusiva la prima intervista ufficiale della coppia e le immagini della festa dei 30 anni di Magnini svela un retroscena della sua storia con Filippo Magnini. 'Chi' aveva mostrato un bacio fra i due risalente al 2007. "La Fede è tra le persone che mi conoscono meglio in assoluto", conferma Magnini, che ha appena festeggiato i suoi 30 anni al Just Cavalli di Milano, aggiungendo: "Mi ha regalato per il compleanno un anello importante, basta vedere quanto luccica. E dentro c'è una dedica stupenda che riguarda noi due, quella vale tantissimo. Ma non posso ancora svelarla". Poi interviene Federica, che ribatte: "Sono ancora giovane per l'anello di fidanzamento" e specifica "gli regalo anelli perché bracciali o collane sono più scomodi per un nuotatore. Questo è a forma di teschio perché ho una passione particolare per i teschi, che voglio condividere con lui. Ma la cosa importante è il messaggio che gli ho scritto". La Pellegrini, che ha già provato l'abito di Armani per l'Ariston, spiega anche perché a Sanremo non canterà: "Quello canterino fra di noi è Filippo, forse dovrebbe esibirsi lui. Da alcuni giorni continua a intonare la canzone di una pubblicità, imitando Pavarotti. Io lo ascolto e rido. A me capita di canticchiare, distrattamente, quando ascolto la musica con le cuffie". Magnini, poi passa a parlare del suo futuro, visto che aveva annunciato che se vincerà una medaglia a Londra chiuderà la sua carriera: "La mia era una provocazione per rispondere a un giornalista che mi chiedeva se questa sarebbe stata l'ultima stagione. A 30 anni mi sento molto in forma e, quindi, voglio rilanciare: se vinco una medaglia la prossima estate, vado avanti a nuotare fino al 2020!". Magnini commenta anche l'uscita del viceministro Martone, che ha definito "sfigato" chi si laurea dopo i 28 anni. "È una grande cavolata, allora in Italia ce ne sarebbero tanti. Penso che sia più importante aiutare i giovani a trovare la loro strada".

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