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Emis Killa presenta 'Supereroe': "Lo sono anche gli artisti"

Il rapper si fa in tre, con un album che è anche fumetto e cortometraggio

Un album, che è anche un fumetto, che è anche un cortometraggio. Roba da supereroi. E, infatti, è proprio questo il titolo del nuovo progetto di Emis Killa: 'Supereroe'. Il rapper ha deciso di declinare in diverse forme artistiche il suo lavoro, coinvolgendo nel corto Giacomo Ferrara ('Spadino' di Suburra, per intenderci) e per i disegni Alessandro Vitti. Il tutto per declinare in modi diversi l'idea di Emiliano (questo il suo vero nome) di chi è, oggi, un supereroe.

"E' una parola che ha tante sfaccettature - racconta il rapper -. L'idea è nata dopo il programma tv con Agliardi, in cui raccontavamo storie in musica. A me era capitata quella di un soldato che aveva salvato i compagni durante un conflitto a fuoco. Una storia eroica. Ma poi ci sono anche gli artisti: per esempio a me in tanti chiedono consigli e si confidano. E in effetti anche io da ragazzino vedevo i miei idoli come supereroi".

'Supereroe' è un disco meno cupo del precedente 'Terza stagione', ma non per questo meno "incazzato": "In effetti lo sono, ma non lo manifesto nella vita quotidiana. Le canzoni fanno un po' l'effetto dell'alcol per me: enfatizzano i lati belli e brutti. E una frustrazione di fondo c'è, vedendo l'emarginazione del rap in alcuni canali radiofonici". In effetti, ora che c'è una ondata trap senza precedenti, il rap puro è messo un po' in un angolo: "I trapper hanno sconvolto il panorama, si sono presi tutto e gliene rendo merito. Ma non giocano nel mio campionato. Ho combattuto per tutta la mia carriera per avere un pubblico maturo, ho lottato per non essere visto come un teen idol. Io vado per la mia strada". Anche perché Emis, seppur giovane (ha 28 anni), ha una compagna ed è papà, e di mettersi in competizione con gente ben più giovane di lui non ha nessuna intenzione. E poi, precisa tirando una stoccata: "Questa ondata di superficialità lirica passerà, la gente non è stupida. E' come quando vanno di moda delle scarpe brutte, poi anni dopo le guardi e ti chiedi come hai fatto a comprarle".

Nell'album ci sono tante collaborazioni: Capo Plaza, Guè Pequeno, 6ix9ine, Carl Brave e Gemitaiz. E poi c'è anche 'Fuoco e benzina', il brano che l'anno scorso ha presentato al Festival di Sanremo, che però era "troppo hard" per partecipare. Spicca agli occhi il titolo 'Donald Trump', che però, spiega Emis, "non ha a che fare con la politica. E' una metafora, i rapper sono trattati come gli immigrati della musica". Quindi, nessun riferimento a governi stranieri o italiani? "Non voglio influenzare chi mi ascolta, credo non sarebbe giusto. Non spetta a me fare il genitore o l'insegnante. Però ci sono dei leader che mi spaventano: non hanno i superpoteri, ma il potere reale di fare le cose come vogliono. Ci sono modelli di leader che mi fanno paura perchè sono violenti e aggressivi. Nella mia testa il politico ideale è moralmente impeccabile, non può fare chiacchiere da bar". Ma Emis Killa, da che parte sta? "Simpatie in politica proprio non ne ho".

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