Elisa mostra i suoi 'Diari aperti': "Il mio disco più intimo"

L'ultimo album della cantautrice è meno metaforico e più autobiografico

Venti anni di carriera festeggiati con quattro concerti speciali all'Arena di Verona, 40 anni appena compiuti, il passaggio da una casa discografica come la Sugar alla major Universal, la morte di suo padre. Per Elisa lo scorso autunno ha rappresentato una serie di "cerchi che si chiudevano".

Arrivata ad un punto di svolta della sua vita, la cantautrice ha deciso di buttare tutto dentro un nuovo album, totalmente in Italiano, e di ripartire da lì. E quale miglior modo di farlo, se non con dei Diari aperti? La scelta del titolo del disco parte proprio da lì, dall'atmosfera di intimità che traspare in quei quadernetti che ha iniziato a scrivere quando aveva solo dieci anni. Per lei i diari sono sempre stati degli affascinanti confidenti, fino a quando si sono trasformati in qualcosa di più: "Mi aiutano a tenere traccia della mia vita, mi piacciono perché voglio ripercorrere i miei passi, capire cosa sono stata e cosa ho pensato".

A trent'anni dalla prima parola su una pagina bianca, la cantautrice friulana ha deciso di trasportare quel mondo in un progetto inedito: "Il contenuto dell'album ha esattamente quell'intimità, quel tipo di tono", racconta Elisa, aggiungendo però che, effettivamente, alcuni stralci dei brani riprendono davvero frasi appuntate sui suoi diari: "Sono parole scritte nell'ultimo anno e mezzo, per esempio ce ne sono in Quelli che restano, Promettimi e Fragile. Le melodie sono nate dopo i testi, a trainare il lavoro sono stati i racconti". Elisa ha voluto scavare a fondo dentro se stessa perché quel momento di un anno fa non fosse la fine, ma l'inizio di un percorso: "Mi sono voluta guardare dentro per capire dove volevo andare, cosa mi era più caro".

Una "ripartenza", la definisce lei. L'inizio di "un nuovo capitolo". Da questo pensiero è nato un disco meno metaforico, più diretto rispetto agli scorsi lavori: "È certamente autobiografico. Tutto viene spiegato ed esposto con il tono intimo di protezione che ti dà il diario. E' un dialogo con me stessa, ma immaginando il pubblico come un unico interlocutore. Ho voluto fare un lavoro onesto, per fare trasparire le mie fragilità". La stessa sincerità, Elisa la vuole portare dal vivo. Per questo motivo per il tour della prossima primavera ha scelto di esibirsi in luoghi avvolgenti come i tetri, partendo il 18 marzo da Firenze per arrivare il 14 maggio a Genova. "Suonare in teatro è un po' come andare dal dottore per un artista. Vai a vedere quale è il tuo stato di salute, perché non ci sono trucchi e inganni". Così si mostrerà Elisa al suo pubblico: nessun fuoco d'artificio, solo lei e la sua voce. E quella dei suoi fan, che canteranno con lei.
 

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