Editoria, Franceschini: Amazon può essere alleato se segue regole

di Elisa Sola

Torino, 4 dic. (LaPresse) - Amazon può diventare un alleato per editori e librai ma deve rispondere a una serie di regole che dovrebbero essere condivise dalla comunità mondiale e da tutti gli Stati, non solo quelli dell'Unione europea. E' il pensiero del ministro della Cultura, Dario Franceschini, che oggi a Torino è intervenuto alla scuola Holden di Alessandro Baricco. "Penso sia sbagliato chiedersi se una tecnologia è buona o cattiva - ha premesso - la rete è uno strumento formidabile di libertà ma è anche il luogo di alcune illegalità, della corruzione della criminalità. Ogni strumento può essere al servizio dell'uomo o essere usato in modo negativo".

"Come ogni cosa - ha proseguito - all'inizio le regole possono condizionare lo sviluppo di qualcosa. Quindi le regole che noi troveremo adesso saranno le regole del futuro del web. Il primo paradosso è che la politica oggi non si rende conto che è ridicolo e un po' patetico pensare alla rete con regole nazionali o sovranazionali come Europa. Non è più possibile regolare fenomeni globali con regole nazionali. Anche gli Stati uniti si pongono questo problema. Il tema di fondo è che siamo un mondo che non riesce a capire che o trasferiamo la sovranità a livello globale o i popoli saranno sopraffatti dai giganti dell'economia nel mondo di internet, e che prevarrà la legge del più forte, perchè in assenza di regole valgono quelle primitive".

Franceschini ha fatto cenno ai colossi che stanno monopolizzando il web, alle "imprese che operano sulla rete che sta diventando luoghi di monopoli impossibili sempre piu forti". Per questo motivo, quando si parla di libri e web, "con interlocutori più forti e deboli non puoi non avere regole". "I produttori musicali indipendenti per esempio - ha precisato - sono uccisi ogni giorno da Youtube e Google. Hanno proposto regole diverse per i piccoli gruppi, che scompaiono se non le accettano e nessuna norma li difende. La stessa cosa accade per Booking.com nel caso degli alberghi, ormai è necessario per vendere camere". "Esiste quindi un'urgenza - ha concluso - dell'avere regole sovranazionali, la politica deve almeno tenere fuori il settore della cultura da regole che non siano solo di mercato e profitto. In cultura è sbagliato e distruttivo applicare le regole del mercato".

Sul libro digitale quindi, secondo il ministro, si scontrano la filosofia della free economy e della gratuità della rete e quella del diritto autore o del diritto a essere pagati per il proprio lavoro di scrittore. "Trovo positivo - ha sostenuto Franceschini - che l'idea di accesso si sostituisca alla proprietà e la discussione tra ebook e libro di carta è ridicola, non si può tassare il secondo di meno perché è sempre un libro. La domanda da farsi è: la lettura sopravvive in questo mondo?". "C'è spazio per qualcosa che non può diventare più veloce e che contrasta col multitasking? O verrà superata da strumenti diversi che ti faranno comunque accedere a un'emozione?".

"Bisogna quindi partire - ha concluso - dall'idea che si vuole difendere la lettura e lo strumento fisico e un modo per farlo è valorizzare la lentezza. Io sono molto ottimista, sul fatto che in una fase di decrescita economica in cui le misure si devono rivedere, non ci sia più l'idea che il benessere sia accumulo di beni materiali. Poossiamo arrivare a un modello sociale in cui il benessere sarà nelle mani di chi ha più tempo e non beni, riscrivendo la gerarchia di valori il tempo diventa oro. Penso a bar wifi free, nel senso che dentro non ci sia campo. Al social reading. Se sarà così penso che Amazon possa essere un alleato. Perché ora è così concentrato a rubare libri alle librerie anziché ad allargare la platea dei suoi lettori? Ad Amazon converrebbe per esempio coalizzarsi con le piccole librerie storiche, dove si trovano libri di nicchia e volumi per ricercatori altrimenti introvabili. Il giudizio su Amazon quindi non è se sia Babbo Natale o il lupo mannaro. Ma se dovessi scegliere direi che è Babbo Natale, penso che debba decidere cosa fare e allearsi, seguendo regole condivise da tutti gli Stati, con il mondo delle librerie".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata