"E poi c'è Cattelan" sbarca a teatro: un'ora in prime time

Ogni puntata avrà un tema: humor nero, politicamente corretto, radical chic, bullismo, futuro e tecnologia. Il tutto sempre con un intento dissacrante.

Ridere di qualcosa cose non vuol dire sottovalutarla, essere seri non vuol dire capirla. È questa la filosofia di vita di Alessandro Cattelan che, ovviamente, applica anche al lavoro. In particolare alla sua 'creatura', E poi c'è Cattelan, che in questa stagione vede due importanti novità. La prima è la location: le puntate sono registrate in teatro, al Franco Parenti di Milano. La seconda è l'orario: il late show italiano per eccellenza passa in prime time: alle 21.15 ogni martedì su Sky Uno per un'ora.

E se il cambio d'orario non colpisce l'imperturbabile Cattelan, l'atmosfera del teatro invece sì: "C'è il chiché del timore delle assi del palcoscenico, che io ho sempre un po' deriso, ma è vero, c'è un'energia diversa". Non cambierà, però, il modo di portare avanti interviste dissacranti e ironiche a personaggi di spicco della scena italiana e mondiale: "Io voglio divertirmi - spiega Alessandro -. Ci sono un sacco di argomenti su cui ci si rabbuia senza motivo, e forse la chiave è sdoganarli ridendoci su. È il mio stile di vita". E, fra il serio e l'ironico, il mattatore di Sky parla di "puro ego" nella decisione di spostarsi in teatro.

Fra gli ospiti della stagione, tutti adeguatamente preparati prima di entrare in scena, perché Cattelan vuole che siano a loro agio e non colti di sorpresa dalle domande, Chiara Ferragni, Monica Cirinnà, Roberto Saviano, Andrea Bocelli. Nella puntata d'esordio Emiliy Ratajkowski e Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, al posto di Silvio Berlusconi di cui era prevista la presenza, "ma l'agenda dei politici è malandrina".

Ogni puntata avrà un tema: humor nero, politicamente corretto, radical chic, bullismo, futuro e tecnologia. Il tutto sempre con un intento dissacrante, che neanche teatro e prima serata riusciranno a scalfire. D'altronde, come dice il direttore Nils Hartmann, responsabile delle produzioni originali Sky, "saranno la prima serata e il teatro ad adattarsi a Ale, non viceversa"

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