A sinistra la principessa Tiana nel lungometraggio Disney del 2009, al centro Tiana come è apparsa nel trailer di Ralph Spaccatutto 2, a destra Tiana ritoccata dopo le accuse di razzismo
La principessa Tiana 'sbiancata' torna nera dopo le accuse di razzismo alla Disney

L'inversione di rotta dopo la campagna partita in seguito al rilascio delle immagini del trailer in cui l'eroina è vittima di whitewashing

Il film d'animazione Disney 'Ralph spacca internet. Ralph Spaccatutto 2' ha il suo destino nel nome: ha scatenato una bufera online. Non per il suo successo, o almeno non ancora visto che la pellicola è attesa nelle sale americane il 21 novembre per il giorno del Ringraziamento, bensì perché la multinazionale statunitense è stata bersagliata di proteste e accuse di razzismo.

L'unica principessa nera del film, il sequel de 'Ralph Spaccatutto' del 2012, è stata vittima di 'whitewashing', espressione usata quando ruoli storicamente non bianchi vengono assegnati ad attori bianchi. In questo caso è successo alla principessa Tiana, apparsa per la prima volta ne 'La principessa e il ranocchio' del 2009. Ha un ruolo minore nel nuovo film e le anticipazioni hanno mostrato che ha la pelle e i tratti facciali sono stati 'sbiancati' e resi così diversi da quelli originali. Un trailer iniziale l'ha mostrata con la pelle scura, mentre è assieme alle altre principesse Disney, da Biancaneve a Cenerentola a Jasmine ad Ariel. Ma in una scena successiva, la sua carnagione è molto schiarita, il naso è affilato e i capelli ondulati.

Sui social media si sono scatenate le proteste. E sotto la pressione, Disney ha fatto marcia indietro, ridisegnando il personaggio: una decisione rara, che arriva appena due mesi prima dell'uscita nelle sale americane. Il gigante dell'animazione non ha commentato formalmente, ma Brandi Collins-Dexter, del gruppo di pressione Color of Change che lavora per garantire rappresentazione accurata dei personaggi neri a Hollywood, ha confermato. "La decisione di Disney di ripristinare l'immagine della principessa Tiana, con una principessa indiscutibilmente nera con labbra piene, pelle scura e capelli scuri è una vittoria", ha detto. "Disney ha mostrato il suo impegno ad affrontare le preoccupazioni di Color Of Change e della comunità nera", ha aggiunto.

Anche Anika Noni Rose, cantante e attrice afroamericana che ha dato voce a Tiana, ha espresso stupore per il 'whitewashing' e spiegato di aver fatto pressione in merito. "Il mio team e io abbiamo subito chiamato gli studio per parlare delle modifiche estetiche e tre settimane fa ho incontrato il team del film, l'animatore Mark Henn e altri", ha scritto su Instagram. Le sono così stati mostrati "i passi che stavano facendo per riportare le cose a come erano andate perdute".

Non è la prima volta che Hollywood è accusato di razzismo in questo modo. La stessa Disney lo fu per il film del 2013 'The Lone Ranger', quando Johnny Depp impersonò il nativo americano Tonto, sebbene l'attore abbia detto che potrebbe avere origini Cherokee. E nel 2015 Emma Stone è stata scelta per impersonare una discendente cinese-hawaiana nel film 'Sotto il cielo delle Hawaii' di Cameron Crowe. 

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