Dieci anni fa moriva Heath Ledger, il giovane talento mai dimenticato
Aveva fatto sognare in "Il destino di un cavaliere", piangere in "I segreti di Brokeback Mountain" e terrorizzato in "Il cavaliere oscuro": il suo cinema è ancora cult

Sono passati dieci anni dal giorno in cui scomparve uno degli attori più talentuosi degli anni 2000. Era il 22 gennaio del 2008 quando la domestica trovò il corpo senza vita di Heath Ledger nel suo appartamento di New York: aveva 28 anni ed era all'apice della sua carriera, con gli appassionati di tutto il mondo che aspettavano di vederlo nei panni del Joker in Il cavaliere oscuro, il secondo film di Christopher Nolan dedicato a Batman.

È un lutto tremendo per il mondo del cinema. Il marciapiede davanti all'appartamento di Heath Ledger si riempie di fiori e biglietti, i fan non trattengono le lacrime, le emittenti televisive trasmettono omaggi a una delle giovani stelle più splendenti del firmamento hollywoodiano e tanti solo i colleghi che lo ricordano con affetto. Quando, pochi giorni dopo il decesso, Daniel Day-Lewis vince un SAG Award per la sua interpretazione in Il petroliere, l'attore sale sul palco e dedica il premio a Heath Ledger, ricordando le interpretazioni più potenti del collega.

Solo diverse settimane dopo l'autopsia farà completamente luce sulla morte, scartando l'ipotesi di suicidio che i media avevano fatto circolare: un avvelenamento causato dall'assunzione congiunta di più farmaci. Il decesso infatti è avvenuto per gli effetti combinati di ossicodone, idrocone, diasepam, temazepam, alprazolam e doxilamina, sostanze contenute nei sonniferi, negli ansiolitici e negli analgesici che l'attore stava assumendo dietro prescrizione medica.

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