La Dark Polo Gang fa il grande salto: "Non siamo più cani sciolti"

Rimangono le tematiche al centro della trap (soldi, donne e successo) ma sono viste con un occhio più critico

La Dark Polo Gang è cresciuta, cambiata, senza però perdere la sua essenza. Trap Lovers è il primo disco nella formazione a tre del gruppo, 'orfano' di DarkSide (che ha abbandonato dopo i problemi di abuso di sostanze), ma soprattutto segna il loro l'ingresso nel mondo dei 'grandi'. E si vede: in pochi mesi l'approccio al lavoro, alla musica e anche alla comunicazione è nettamente cambiato. Se ne accorgono da soli: "Adesso ci sentiamo dei professionisti, viviamo le cose con più serietà. Prima la nostra era una mentalità da furia cieca, alla 'spacco tutto'. Ora ci teniamo di più, cerchiamo di fare le cose fino al minimo dettaglio. Abbiamo anche dei doveri rispetto ai fan, alla nostra etichetta. Insomma, non siamo più cani sciolti". Modificata, quindi, anche l'attitudine al lavoro: se prima stare in studio li stufava, ora quasi li diverte, ci sono una maggiore consapevolezza e voglia di perfezione. E a dare una mano a Wayne Santana (Umberto Violo), Dark Pyrex (Dylan Thomas Cerulli) e Tony Effe (Nicolò Rapisarda) è arrivato addirittura Michele Canova Iorfida, produttore degli album pop italiani di maggior successo. Da questo incontro ne è nato un disco hip hop, certamente, ma in qualche modo anche pop. Trap Lovers, infatti, è un album che, sostanzialmente, parla d'amore, anche se alla maniera della Dark Polo Gang.

Rimangono le tematiche al centro della trap (soldi, donne e successo) ma sono viste dai tre con un occhio più critico. E un motivo c'è: "Un po' ci pesa la responsabilità di dare un messaggio". Questo non vuol dire che smetteranno di parlare di Rolex e Lamborghini, anzi, attraverso il lusso cercheranno di inviare un preciso input ai loro fan: "Datti da fare per avere quello che abbiamo noi. Se ci pensi, siamo come i calciatori: se li vedi allenarsi, ti passa la voglia di avere l'auto costosa. Ti rendi conto che ha un valore, non è regalata. Anche noi dormiamo 3 ore a notte, facciamo milioni di cose. Bisogna guardare i due lati della medaglia".

E poi, forse, dopo qualche tempo vissuto a mille, per i tre è subentrata anche un po' di noia per quel mondo dorato: "Ci diverte comprare vestiti, andare al club ma poi ti chiedi come trovare altri stimoli. Stiamo iniziando a capire il valore dei soldi e facciamo delle riflessioni. Siamo cresciuti, non siamo più quelli di due anni fa". E anche la via dell'arroganza, tanto amata nel mondo della trap, non sembra più essere cosa per loro: "Puoi fare tutti i soldi che vuoi, ma se non hai il rispetto della strada non puoi essere un vero artista. Devi saper parlare a tutti. A volte l'arroganza ti può trascinare a fondo, per noi è importante rimanere ben saldi alle cose primarie della vita per poter andare in alto".

La strada dell'umiltà la percorrono anche parlando dei prossimi live, che saranno sicuramente più in grande rispetto agli ultimi, ma senza esagerare: "Ancora non ci sentiamo pronti per i palazzetti, è uno step più in alto. Ora vogliamo portare un immaginario forte sul palco, lavorare bene sui pezzi e fare belle performance. Veniamo dai club piccoli, cercheremo di fare club un po' più grandi. Poi è chiaro: l'obiettivo finale di tutti è fare l'Olimpico e San Siro". Intanto, il primo grande salto la Dark Polo Gang l'ha già fatto, e ha ben chiara in mente la strategia vincente per il futuro: "I problemi ci hanno resi più uniti. Ora stiamo in attacco, non in difesa: siamo come Totti-Montella-Batistuta".

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