Concerto primo maggio, musica e storie di donne che lavorano

Roma, 1 mag. (LaPresse) - Torna puntale anche quest'anno, il Concertone del primo maggio a Roma per la festa dei lavoratori, che in questa edizione vede alla conduzione Geppi Cucciari. Piazza San Giovanni è gremita, si sventolano bandiere e si balla nonostante la pioggia battente. Sono i giovani soprattutto a essere i protagonisti della manifestazione, che da oltre 20 anni ospita la kermesse musicale promossa dai sindacati CGIL, CISL e UIL. Il tema artistico di quest'anno è la 'Musica per il nuovo mondo-Spazi, radici, frontiere'. La maratona musicale iniziata intorno alle 15, proseguirà fino a mezzanotte. Non solo musica, ma anche testimonianze e racconti di esperienze vissute dalle donne nel mondo del lavoro prenderanno spazio alle band sul palco. Un modo per ricordare il significato dell'appuntamento indetto dai sindacati, che quest'anno tra precarietà, crisi economica e disoccupazione, diventa ancor più sentito per sottolineare il diritto al lavoro. Ed è proprio in contrasto con le associazioni di donne, dei centri antiviolenza e dei movimenti femministi che il rapper Fabri Fabri è stato escluso dalla kermesse a causa dei contenuti misogeni dei testi delle sue nuove canzoni. "Non una censura ma una scelta politica" è stato spiegato dai sindacati.

Mentre la pioggia comincia a scendere sulla piazza gremita da una giovane folla, dalle prime file, più vicine al palco, si sono alzati dei cori contro Berlusconi. Geppi con il suo aplomb chiosa con un "piove governo di larghe intese". I primi a calcare il palco sono le sei band del concorso 1MFestival: Crifiu, Aeguana way, Almamediterranea, Le Metamorfosi, honeybird & the birdies, Toromeccanica. Votato dal pubblico a casa, il gruppo vincitore tornerà in serata per una nuova esibizione.

La 24esima edizione del Concerto del primo maggio dà voce ai lavoratori e alle 'vittime' dell'attuale momento economico. La prima a parlare ai microfoni di piazza San Giovanni in diretta su Rai3 è una ricercatrice scientifica, Allegra Via, che racconta la sua storia di lavoratrice precaria: a 17 anni dalla laurea "ho avuto tutti i contratti possibili, ora sono una ricercatrice a tempo determinato". "Tutte le mattine mi chiedo se mi rinnoveranno il contratto, ma mi sveglio felice di andare al lavoro perché mi piace tutto di quello che faccio" anche se "il mio futuro è incerto". Poi aggiunge che agli allievi e ai giovani ricercatori ha sempre suggerito di "scegliere un argomento e diventare migliori", ma ad oggi le sue parole sono cambiate: "Scegliete un argomento - dice - diventate i migliori ma sappiate che in questo paese non basta".

A questa voce se ne aggiunge un'altra: è un'ex operatrice di call center di nome Marina Chimenti che racconta la sua storia. Ha passato 20 anni a lavorare come operatrice telefonica, ma a Marina è sempre piaciuto il suo lavoro. Aveva pazienza con chi chiunque si trovasse dall'altra parte della cornetta. "Non è un lavoro solo per studenti universitari o per chi non trova altro. E' un lavoro come qualsiasi, quello con cui paghi il mutuo e le bollette" ha spiegato aggiungendo che l'unica volta in cui ha perso la pazienza "è stato quando mi hanno comunicato che il mio lavoro non c'era più: lo avevano spostato da un'altra parte perché costava meno". Ora Marina, insieme ad altre 600 persone, non si dà pace: "Io quel lavoro lo rivoglio".

E' un'alternanza di momenti toccanti di poesia, narrazione e testimonianze la 24esima edizione del Concertone del primo maggio, che però non perde il suo protagonista assoluto: la musica. Mentre Il pomeriggio volge al termine, la schiera di artisti big scatenano le danze. La pioggia sembra offrire una tregua, lasciando che la gente in piazza si goda lo spettacolo. Impazza la taranta di Enzo Avitabile. Gli Africa Unite accendono la folla con il loro reggae. I Motel Connection, eccezionalmente insieme con Samuel dei Subsonica, infiammano la piazza della capitale. E via, uno dietro l'altro: Marta sui Tubi, I Ministri, Renzo Rubino, Marco Notari, Management del Dolore Post Operatorio.

Alcuni si soffermano, passando da un brano all'altro, sul valore che la festa dei lavoratori assume oggi più che mai. "Questa festa per molti nostri coetanei non coincide con una vera e propria festa" dicono I Ministri, rivolgendosi alla piazza composta prevalentemente da giovani, ma "nel vedere quanta gente è presente si capisce che il primo maggio ha ancora un significato in questo paese". Direttamente dal festival di Sanremo, i Marta sui Tubi, una volta sul palco, ricordano Lucio Dalla con cui hanno collaborato prima della sua morte, e si fanno portavoce del disagio giovanile introducendo il brano 'Vorrei'. "Vorrei vivere in un Paese normale, dove il voto dei cittadini conti qualche cosa e non sia cartastraccia. Vorrei vivere in un Paese dove i politici non giocano con il nostro culo mentre abbiamo il 38% di disoccupazione giovanile" ha detto Giavanni Gulino leader del gruppo.

Dietro le quinte Geppi ha raggiunto Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) rientrati da Perugia. “Se non si riparte dal dare lavoro, questo paese non ce la fa”, ha detto la Camusso, “questa è la battaglia fondamentale che si deve fare. Abbiamo ricordato le due vittime sul lavoro a Perugia. Perché il primo maggio ci ricorda che non si può morire per il lavoro. Le tragedie servono anche a questo: capire dove sta andando il mondo". Poi in riferimento alla festa dei lavoratori a cui è dedicato il Concertone del primo maggio che da 24 anni è organizzato in piazza San Giovanni a Roma, la Camusso sottolinea che “i giovani che sono in piazza sono il futuro” e il concertone è un'occasione di dialogo con i giovani” soffermandosi anche sul bisogno di avere nuovi mezzi per stabilire una comunicazione tra sindacato e giovani. Una festa da cui “deve arrivare la forza di smettere di fare da scaricabarile e iniziare invece a occuparci dei più deboli”. Queste le parole di Bonanni della Cisl, raggiunto da Geppi dietro le quinte dello show, che sottolinea come il benessere sociale ci sia solo se ci sono il lavoro e le garanzie del welfare. “Gli italiani sono delle persone che amano la vita e non si rassegnano” ha aggiunto Angeletti della Uil prendendo la parola.

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