Cinema, 'Il capitale umano' di Virzì film italiano candidato all'Oscar

Roma, 24 set. (LaPresse) - È 'Il capitale umano' di Paolo Virzì il film scelto dall'Anica per la corsa all'Oscar al miglior film straniero. La Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all'Oscar istituita dall'Anica, su invito della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Gianni Amelio, Tommaso Arrighi, Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Caterina D'Amico, Maria Pia Fusco, Barbara Salabè, Gabriele Salvatores e Niccolò Vivarelli, ha designato 'Il capitale umano' di Paolo Virzì a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese.
"Quest'anno è stato particolarmente difficile scegliere un solo film per rappresentare il nostro paese agli Oscar - hanno dichiarato i componenti della Commissione - perché abbiamo amato e ci sentivamo rappresentati da molti dei film iscritti. La commissione ha individuato una terna di film eccezionali composta da 'Anime nere', 'Le meraviglie' e 'Il capitale umano', che ha poi prevalso sugli altri".

IL COMMENTO DI PAOLO VIRZI. "Sono molto onorato e ringrazio per la candidatura ricevuta. Mi sento investito di una grande responsabilità in un momento complicato ma vivo del cinema italiano". È il commento a caldo di Paolo Virzì per la candidatura del suo 'Il capitale umano' alla corsa per l'Oscar al migliore film straniero, scelto questa mattina dalla commissione selezionatrice dell'Anica.

I RICONOSCIMENTI. Ispirato all'omonimo romanzo di Stephen Amidon e traslato in Brianza dall'originario Connecticut, il noir di Virzì quest'anno ha ricevuto 7 Nastri d'Argento e altrettanti David di Donatello, battendo a sorpresa 'La Grande Bellezza' come miglior film 2014. Ha vinto inoltre il Globo d'oro come miglior film, e quattro Ciak d'oro tra cui miglior regista.

IL FILM. "Quei personaggi, quella vicenda, ci sono apparsi subito come emblematici di questo nostro momento, anche in Italia - spiega Virzì nelle note di regia - la ricchezza che non trae origine dal lavoro, ma dalle più spregiudicate speculazioni finanziarie, le speranze mal riposte di elevazione sociale, l'ansia procurata dal denaro, una generazione di figli costretti a pagare il prezzo più alto in termini di felicità, a causa della spasmodica ambizione dei loro genitori, o della loro frustrazione".

Un film corale, diviso in capitoli, in cui la trama si svela in base ai punti di vista dei personaggi, ma che al contempo mostra l'osciurità dell'anima di un'intera società. "Abbiamo scelto di strutturare la vicenda come un vero e proprio thriller - spiega Virzì - con un morto fin dalle prime pagine: un ciclista investito in una notte gelida alla vigilia delle feste di Natale. E tutto il copione, nel seguire i passi dei diversi personaggi, ricostruisce pezzo dopo pezzo quel che è successo quella notte. E racconta come quell'episodio potrebbe cambiare le vite di tutti i personaggi. Ma soprattutto si narra di come il denaro, l'ansia di moltiplicarlo, l'angoscia di perderlo, determini la vita affettiva, il destino, il valore delle persone".

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