Venezia 76, il premio al discusso Polanski tiene ancora banco
Venezia 76, il premio al discusso Polanski tiene ancora banco

Virzì sul Gran Premio della Giuria al ''J'accuse' del regista franco-polacco: "Giudicato solo il film, non l'uomo". La moglie Seigner: "Importante per lui"

All'indomani della premiazione nella serata conclusiva della 76esima Mostra del Cinema di Venezia, a tenere banco sono ancora le grandi prove di Joaquin Phoenix nel film 'Joker', pellicola che ha vinto il Leone d'Oro, e di Luca Marinelli, Coppa Volpi per il miglior attore con il suo 'Martin Eden'. Ma a far discutere è ancora, e soprattutto, il Gran Premio della Giuria al 'J'accuse' di Roman Polanski, il grande regista sul quale pesa però una condanna per aver drogato e stuprato una ragazza di 13 anni. "Posso garantire personalmente che nella discussione che c'è stata sul film di Polanski, dove sono state espresse opinioni magari anche articolate e con sfumature diverse, si è parlato solo del film, della qualità del film, della tipologia del lavoro che aveva fatto il regista su una storia che peraltro appartiene anche ai libri di storia. Quindi abbiamo analizzato come aveva trattato questa materia, il suo stile, il processo produttivo, la scrittura, l'uso degli attori. Le polemiche uscite sui giornali non hanno riguardato le conversazioni della giuria", ha affermato il regista Paolo Virzì, che faceva parte della giuria.

Polanski, 86 anni, è stato evitato dai grandi studi per decenni dopo la condanna. La sua inclusione in concorso a Venezia aveva scatenato proteste. Polanski non si è fatto vedere, lasciando che sua moglie, l'attrice francese Emmanuelle Seigner - che appare anche nel film - ritirasse il suo premio, tra applausi e alcuni fischi isolati.
L'attrice ha detto comunque che suo marito è "molto felice" della sua vittoria, dicendo che "questo film è molto importante per lui". La presidente di giuria, la regista argentina Lucrecia Martel, aveva boicottato una cena di gala per Polanski, ma poi aveva chiarito che non era in discussione il film, che infatti ha ottenuto il secondo premio in ordine di importanza.

All'indomani della premiazione e delle parole dedicate ai migranti dal palco da Marinelli e dalla migliore attrice, Ariane Ascaride, il ministro del Beni Culturali, Dario Franceschini, ha invece pubblicato su Twitter una foto dalla Biennale davanti al barcone naufragato nel 2015. "A Venezia alla Biennale davanti al barcone del naufragio del 2015 in cui morirono quasi mille migranti", ha scritto Franceschini, che ha aggiunto: "L'allora presidente Matteo Renzi decise di recuperarlo per renderlo un simbolo delle morti di migranti nel Mediterraneo. Dopo mesi di odio e dolore tornano civiltà e umanità".
 

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