Festa Cinema Roma 2026, svelata la giuria: chi è il presidente Jan Komasa

Festa Cinema Roma 2026, svelata la giuria: chi è il presidente Jan Komasa
Jan Komasa (Foto Instagram @jan_komasa)

Il regista polacco per il Concorso Progressive Cinema nella kermesse al via il 13 ottobre, ecco tutti i membri e i film in lizza

La Festa del Cinema di Roma 2026, presieduta da Salvatore Nastasi con la direzione artistica di Paola Malanga, annuncia le giurie della ventunesima edizione, che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Il regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa presiederà la giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma, affiancato dall’attrice e produttrice brasiliana Alice Braga, l’attrice e poetessa giordana, palestinese e canadese Saja Kilani, il regista, sceneggiatore e montatore spagnolo Carlos Marques-Marcet e il regista e sceneggiatore italo-americano Alessio Rigo de Righi.

I premi e i titoli in concorso

La giuria assegnerà i seguenti riconoscimenti ai film del Concorso Progressive Cinema: Miglior Film, Gran Premio della Giuria, Miglior regia, Miglior sceneggiatura, Premio alla Miglior attrice, Premio al Miglior attore e il Premio speciale della Giuria, scelto dal Presidente e dai giurati tra altre categorie.

Al premio concorreranno diciotto titoli:

  • Brianza di Simone Catania
  • Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna
  • Closure di Michal Marczak
  • Congo Boy di Rafiki Fariala
  • Dua di Blerta Basholli
  • Eurotrash di Frauke Finsterwalder
  • Gæsten (The Guest) di Mads Mengel
  • Giorni felici di Susanna Nicchiarelli
  • I Love Boosters di Boots Riley
  • I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard
  • The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson
  • Mustang di Kasia Smutniak
  • Sants di Mikel Gurrea
  • Skejtanjeto ne e za devojcinja (Skateboarding Is Not for Girls) di Dina Duma
  • Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe
  • Ula (Ulya) di Viesturs KairiÜs
  • Voilà, c’est fini di Gustave Kervern
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi.

Ludovica Rampoldi presiede giuria Premio Miglior Opera

Particolare attenzione sarà data ai giovani autori con il Premio alla Miglior Opera: una giuria presieduta dalla sceneggiatrice e regista italiana Ludovica Rampoldi con la regista francese Pauline Loquès e il regista, sceneggiatore e produttore romeno Corneliu Porumboiu assegnerà il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, Main Partner della Festa, fra una selezione trasversale di titoli provenienti da diverse sezioni della Festa.

Al premio concorreranno quattordici film. Dalla sezione Progressive Cinema:

  • Congo Boy di Rafiki Fariala
  • Gæsten (The Guest) di Mads Mengel
  • Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi
  • 7 anniversari di Sabrina Iannucci
  • Bloques erráticos (Erratics) di Thomas Woodroffe
  • Cambogia di Valerio Lundini
  • Clementine Orange di Lisa Forslund
  • Club Kid di Jordan Firstman
  • Lady di Olive Nwosu
  • Mecenaten (The Patron) di Julia Thelin
  • The State of Us di Jake Harvey Ollie Gardner
  • Tangles di Leah Nelson
  • El tren fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale

Roberto Minervini per il cinema reale

Dallo scorso anno, inoltre, la Festa conferisce un premio rivolto alle opere che esplorano il cinema del reale. Una giuria presieduta dal regista italiano Roberto Minervini e composta dalla produttrice spagnola Andrea Queralt e dalla regista argentino-britannica Jessica Sarah Rinland assegnerà il Premio al Miglior Documentario fra una selezione trasversale di titoli provenienti da diverse sezioni della Festa.

Al premio concorreranno quattordici documentari. Dalla sezione Progressive Cinema:

  • Closure di Michal Marczak
  • Mustang di Kasia Smutniak
  • Alea Jacarandas di Hassen Ferhani
  • Birds of War di Janay Boulos e Abd Alkader Habak
  • Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre) di Mahsa Karampour
  • Elza di Eryk Rocha
  • Un hiver russe (A Russian Winter) di Patric Chiha
  • Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie di Alex Gibney
  • Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà
  • Rehearsals for a Revolution di Pegah Ahangarani
  • The Secret Reading Club of Kabul di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen
  • La stanza degli altri di Enrico Maisto
  • Tin Castle di Alexander Murphy
  • To Hold a Mountain di Biljana Tutorov e Petar Glomazic

Chi è Jan Komasa

Il regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa (1981) è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e insegna alla Scuola di cinema di Łódź. Nel 2020 è stato nominato all’Oscar per il Miglior film internazionale con Corpus Christi: il titolo si è aggiudicato più di cinquanta premi in circa settanta festival in tutto il mondo e gli è valso anche le nomination come Miglior regista agli European Film Awards, ai Premi Goya e ai Premi César. Nello stesso anno, ha vinto inoltre il Premio per il Miglior film internazionale al Tribeca Film Festival con The Hater. I suoi lavori più recenti includono due lungometraggi in lingua inglese: Anniversary, che ha scalato le classifiche dei titoli più visti su Hulu e su Netflix nel Regno Unito, e Good Boy, distribuito negli Stati Uniti anche con il titolo Heel, prodotto da Jeremy Thomas e Jerzy Skolimowski e presentato in anteprima al Festival di Toronto. Successivamente è stato proiettato anche alla Festa del Cinema di Roma, nel Concorso Progressive Cinema: il film si è aggiudicato il Premio per il Miglior attore, assegnato al giovanissimo protagonista Anson Boon. Komasa è Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dalla Francia; tra le sue onorificenze figurano inoltre la Croce d’Argento al Merito della Polonia e la Medaglia di Bronzo al Merito della Cultura – Gloria Artis. Il suo lavoro spazia oltre i lungometraggi, estendendosi anche alla televisione, ai video musicali e al balletto.

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