Nella Sala della Crociera al Ministero della Cultura si festeggia Franco Nero in occasione della stella dedicata all’attore e regista sulla Hollywood Walk of Fame. La leggenda del cinema spaghetti western, ma non solo, protagonista di ‘Django’ di Sergio Corbucci, raggiunge le stelle calpestabili più famose al mondo. Il 16 febbraio di quest’anno a Los Angeles la dedica della stella, oggi la cerimonia in suo onore nella sede del Ministero a Roma.
“Un riconoscimento che doveva arrivare perché penso che Franco Nero sia un personaggio che il nostro Paese non ha amato come avrebbe dovuto”, dice la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni. “Tutto il mondo riconosce in lui un grandissimo artista e attore e da noi è stato snobbato tanto e troppo. Riconosciuto per lo spaghetti western ma ha fatto tantissimi film diversi. Fondamentale che avesse una stella. Non ha avuto il riconoscimento che meritava da un cinema un po’ snob ma sicuramente aveva il riconoscimento della gente che lo amava molto”.

Franco Nero: “Il coronamento di una carriera”
“Il coronamento di una carriera” commenta Franco Nero a margine dell’evento. “Devo ringraziare due persone: Laurence Olivier, il più grande attore al mondo. Quando ero agli inizi ebbi la fortuna di lavorare con lui e mi disse “certo, hai un bel fisico e puoi fare sempre l’eroe come fanno gli americani, però che monotonia. Oppure puoi fare l’attore e cioè cambiare ruolo ogni volta. Avrai alti e bassi ma sul lungo periodo raccoglierai i frutti”. L’altro che devo ringraziare è il grande John Houston che mi insegnò l’inglese e mi regalò i dischi per studiare Shakespeare e questo mi permise di fare ‘Camelot’. E su quella giornata di febbraio a Los Angeles in cui è entrato nella storia del cinema americano con l’installazione della stella: “Un momento bellissimo e una bellissima giornata. Dopo la cerimonia siamo andati a un party con Leonardo DiCaprio a Al Pacino, due miei amici. Una giornata favolosa”.

Giuli: “Incredibilmente aperto al mondo e ai generi”
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ricorda dal palco i successi italiani e soprattutto internazionali dell’attore e regista soffermandosi sulla capacità di Nero di essere “incredibilmente aperto al mondo e ai generi, ai tanti generi del mondo cinematografico”.
“Stiamo parlando di oltre 200 film“, ha ricordato Giuli, che testimoniano “una capacità enorme di impegno professionale. Perché il cinema è anche fatica fisica, non è soltanto grande capacità di interpretazione”. Per Giuli questa “enorme versatilità” rappresenta “la caratteristica essenziale del genio italico, che è un genio multiforme”.

