Il mondo del cinema piange Tim Curry. L’attore britannico è morto a 80 anni nella sua casa a Los Angeles. Secondo quanto riporta il sito specializzato Tmz, soffriva di gravi problemi di salute da oltre un decennio. Il suo manager ha confermato il decesso alla Cbs. Curry sfondò prima a teatro e poi al cinema con la sua magistrale interpretazione di Frank-N-Furter, il protagonista di ‘The Rocky Horror Picture Show‘, un trasgressivo padrone di casa di un castello in cui finiscono per caso una coppia di sposini, di cui vestì i panni prima nel musical di Richard O’Brien a teatro e poi nella versione cinematografica diretta da Jim Sharman nel 1975. Per Stephen King interpretò nel 1990 il pagliaccio assassino Pennywise nella miniserie tv ‘It’. Recitò in tantissimi altri film tra i quali ‘Signori, il delitto è servito’, ‘Caccia a Ottobre Rosso’, ‘I tre moschettieri’ e ‘Legend’.

Tanti i film: recitò anche in ‘Mamma ho riperso l’aereo, mi sono smarrito a New York’
Noto per il suo umorismo pungente, la sua espressione impassibile e il suo talento per le imitazioni vocali, Curry ha ottenuto tre nomination ai Tony Award (per ‘Spamalot’, ‘L’ospite d’onore’ e ‘Amadeus’) e una nomination agli Emmy nel 1994. Nel 1992 aveva recitato anche in ‘Mamma ho riperso l’aereo, mi sono smarrito a New York’, sequel del celebre cult natalizio con Macaulay Culkin, nel quale quale Curry interpretava Hector, il concierge del Plaza Hotel preso di mira dai temibili scherzi del protagonista. Curry si era, però, imposto all’attenzione del pubblico interpretando il transilvano Frank-N-Furter nel musical rock fantascientifico ‘The Rocky Horror Picture Show’, che ha debuttato nel 1973 al Royal Court Theatre di Londra. Ha poi portato lo spettacolo a Broadway e ha recitato nel film cult del 1975 al fianco di Barry Bostwick, Meat Loaf e Susan Sarandon. Lo spettacolo era all’avanguardia per la sua rappresentazione dei personaggi LGBTQ+ ed è entrato a far parte del lessico della cultura pop per le sue numerose scene iconiche, tra cui la canzone ‘The Time Warp’, reinterpretata da diversi artisti. Lo spettacolo è stato riproposto due volte a Broadway, l’ultima nel 2026 con Luke Evans nel ruolo di Frank-N-Furter.

Figlio di un capellano, perse il padre a 12 anni
Nato nel Cheshire, in Inghilterra, Curry era figlio di un cappellano della Marina e di una segretaria scolastica. Aveva 12 anni quando suo padre morì e sua madre iniziò a lavorare. Il giovane Tim imparò a prepararsi la colazione da solo, sviluppando una passione per la cucina che lo accompagnò per tutta la vita, e affinò il suo senso dell’umorismo. “Mio padre era un cappellano metodista nella Marina e ci trasferivamo praticamente ogni 18 mesi”, raccontò. “Quindi dovevo farmi notare in fretta nelle nuove scuole e nei nuovi cortili. E il senso dell’umorismo è il modo migliore per farlo. Sono sempre stato una specie di imitatore, uno di quei bambini terribili e instancabili, credo.” L’idea di recitare gli venne in mente solo verso la metà dell’adolescenza, quando frequentò una scuola per i figli dei pastori metodisti. “Fui fortunato che fosse una scuola di stampo liberale; molte scuole in Inghilterra sono piuttosto dickensiane”, ricordò all’Associated Press. “C’era molto teatro e cantavo anche; cantavo in chiesa da quando avevo sette anni. Ho avuto enormi opportunità di esprimermi in quel modo. Ne sono rimasto completamente affascinato”.

