Chris Brown condannato a 1000 ore di lavori socialmente utili

Los Angeles (California, Usa), 17 ago. (LaPresse/AP) - Se anche sono cadute le accuse di ieri per un incidente stradale avvenuto a maggio, Chris Brown ha ancora un conto aperto con la giustizia. Ieri il giudice di Los Angeles gli ha reintegrato la libertà vigilata che gli era stata revocata, ma gli ha imposto 1000 ore di servizi sociali. Al cantante di r'n'b verranno quindi assegnati lavori socialmente utili come rimuovere graffiti, ripulire spiagge o autostrade. Gli attuali problemi legali di Brown sono le ultime ripercussioni del suo arresto di quattro anni fa, dopo l'aggressione ai danni di Rihanna, sua fidanzata al tempo.

Il musicista 24enne è rimasto seduto nell'aula di tribunale per quasi un'ora, insieme alla madre e altre due persone. Nel frattempo il suo avvocato Mark Geragos e un procuratore entravano e uscivano dallo studio del giudice, e Geragos cercava l'approvazione del suo cliente per evitargli conseguenze legali più gravi. Il giudice della corte superiore James Brandlin è quindi finalmente emerso e ha annunciato il raggiungimento di un accordo. Appunto, 1000 ore di lavori per la comunità da svolgere in uno di quattro programmi pubblici: pulizia delle strade per il dipartimento dei trasporti della California, rimozione dei graffiti, pulizia delle spiagge, o servizi sociali alternativi.

Brown non ha parlato durante l'udienza, tranne che per accettare l'accordo. Il cantante entra ed esce dal tribunale dal 2009, dopo essersi dichiarato colpevole per aver aggredito Rihanna. Al tempo, le foto della popstar col viso tumefatto avevano fatto il giro del web. In seguito Brown ha avuto altri guai con la giustizia per risse, aggressioni e incidenti stradali. Brown ora ha un anno di tempo per ottemperare alla sentenza e il 20 di novembre dovrà comparire in tribunale per una relazione su suoi progressi. Brown, che nel 2011 ha vinto un Grammy per il suo album 'F.a.m.e.', dopo aver completato i lavori, potrebbe chiedere al giudice di porre fine alla sua libertà vigilata, ma la decisione finale starà al giudice.

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