Boccassini: Critiche a Saviano ingiuste, Gomorra fa riflettere
"Ci mette in guardia contro il male, non ci fornisce alibi", così il magistrato sulla serie tv

"La serie tratta da Gomorra ha riaperto il dibattito tra il bene e il male e il modo giusto per rappresentarlo. L'ideatore Roberto Saviano (che ne ha anche scritto i soggetti di serie e di puntata) è bersaglio di critiche violente e ingiustificate, dettate, a mio giudizio, anche da una non simpatia per l'uomo piuttosto che per il lavoro che svolge. Invidia? Gelosia? Sì, ma anche altro, purtroppo". Così, in un articolo pubblicato su Repubblica, Ilda Boccassini, procuratore aggiunto del tribunale di Milano. "Si dimentica - aggiunge - che stiamo parlando di un uomo di 37 anni che a soli 26 è stato proiettato su un palcoscenico mondiale e nello stesso tempo 'ingabbiato' senza avere scelto e preparato l'uno e l'altro. Costretto a vivere lontano dalla sua città e per lunghi periodi dal suo Paese, in questi dieci anni ha continuato a parlare e scrivere della sua terra con amore e rabbia, mai con rassegnazione".
 

Secondo Boccassini, la serie Gomorra "ci mette in guardia contro il male, ci spinge contro un muro, non ci fornisce alibi" e costringe gli spettatori a guardarsi dentro. Saviano e gli autori hanno capito che "solo partendo dal male assoluto, dall'assenza di bene, può nascere il motivo autentico di rinnovamento". Ecco perché, "io - spiega la pm - sto dalla parte di Gomorra, che indaga il male per superarlo. Sono grata a Saviano che ci sta provando, riconoscente verso Stefano Sollima (e gli altri registi) e gli attori che si sono assunti una responsabilità immensa e lo hanno fatto con consapevolezza e talento. Tutti loro hanno avuto un coraggio nient'affatto scontato: hanno messo in scena il male e lasciato a noi il compito di decidere dove sta il bene. Guardiamo dunque avanti e liberiamoci dai falsi moralismi".

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