Black Panther, se gli americani sono i cattivi: la Marvel diventa 'all black'
Un cinecomic diverso dal solito, completamente ambientato in Africa

Nel 2017 le sale sono state invase dal secondo capitolo dei Guardiani della Galassia, dal primo della nuova serie di Spider-Man e dal terzo con protagonista Thor. Nel 2018 sono attesi un secondo film dedicato ad Ant-Man e un nuovo Avengers. Eppure, proprio quando sembra che il mercato sia saturo e che i supereroi Marvel al cinema siano davvero troppi, la Disney fa qualcosa di totalmente nuovo che ancora una volta convince e ammalia lo spettatore.

Dal 14 febbraio arriverà nelle sale italiane Black Panther, supereroe Marvel creato da Stan Lee negli anni '60 e conosciuto in Italia come Pantera Nera. Per l'occasione i Marvel Studios abbandonano gli Stati Uniti, tradizionale teatro di ogni catastrofe naturale e invasione aliena del cinema fantasy e sci-fi, in favore dell'Africa. Black Panther - già introdotto in Captain America: Civil War - è infatti il re del Wakanda, fittizio stato africano che l'Onu considera un Paese del Terzo Mondo, mentre, nel segreto generale, è la terra più ricca e tecnologicamente avanzata del pianeta. Il merito è di un prezioso metallo, il vibranio, di cui è fatta anche l'armatura super resistente di Black Panther. 

Dalla colonna sonora ai costumi fino al cast composto quasi completamente da attori neri, il nuovo capitolo Marvel si distacca totalmente dai precedenti film per abbracciare in pieno le atmosfere africane. Le riprese si sono svolte per lo più ad Atlanta, ma, grazie agli effetti speciali, i paesaggi ricreati sono un mix di quelli di Sud Africa, Congo, Nigeria, Uganda e Burundi.

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