Barbera: per Venezia mercato leggero e in Italia no a film stagionali

Venezia, 23 gen. (LaPresse) - "Realizzare a Venezia una sorta di mercato leggero che possa diventare rapidamente un punto di incontro per i produttori e distributori di tutto il mondo. L'idea è quella di rinforzare l'aspetto business della Mostra, perché so bene quanto, oggi, sia complicato mettere insieme i soldi per finanziare le nuove produzioni". E' questo uno degli obiettivi del nuovo direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, intervistato sul Giornale dello Spettacolo. Per riuscire nella realizzazione del progetto che, secondo Barbera, "potrebbe diventare uno strumento di grande importanza" occorre superare i problemi di carattere logistico. "Una delle ragioni per cui ho accettato questo incarico - ha spiegato il direttore - è l'essere stato ampiamente rassicurato dal presidente della Biennale, Paola Baratta, in questo senso. Un nuovo piano, che sarà presto definito nei dettagli e annunciato, è incentrato sulla creazione di nuovi spazi e di nuove sale di proiezione, con il pieno ammodernamento di quelle già esistenti".

Per quanto riguarda l'aspetto artistico, Barbera desidera puntare sulla qualità dei film piuttosto che sulla loro quantità. "Non mi piacciono i programmi troppo pieni di titoli - dice - che poi non trovano il giusto spazio. Penso ad un concorso denso di proposte molto importanti e intorno ad esso un'offerta di film dove non credo sia necessario avere tutto, ma certamente sia possibile proporre il meglio". Passando invece ad un'analisi del mercato cinematografico italiano, secondo il direttore della Mostra di Venezia uno dei mali maggiori è il rischio di un'eccessiva stagionalità. "Un danno gravissimo - afferma - perché la stagione corta e non di dodici mesi va contro l'abitudine di andare al cinema sempre. La concentrazione delle uscite in pochi mesi danneggia i film". Ma non esistono, secondo Barbera, risposte univoche per la risoluzione dei problemi.

"La costruzione dei multiplex - sostiene Barbera - non è e non può essere la sola risposta, se a questa corrisponde una desertificazione dei centri cittadini rispetto alle periferie. La questione del cinema in Italia, della sua distribuzione e della sua disponibilità presso il pubblico è prima un problema di natura sociale che industriale". "Bisogna - conclude - portare avanti strategie differenziate per sviluppare il mercato e aumentare il numero degli spettatori tenendo conto dell'importanza delle sale di qualità e delle sale di città. E' un tema che deve essere affrontato".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata