Bancarotta per 'Girls gone wild' società di video e riviste per adulti

Los Angeles (California, Usa), 1 mar. (LaPresse/AP) - L'azienda dietro i video le 'Girls gone wild' ha presentato istanza di bancarotta per tentare di risanare i suoi affari legali, in seguito a una serie di controverse sentenze giudiziarie. Il brand GGW ha fatto richiesta per il Capitolo 11 a Los Angeles per debiti fino a 16 milioni di dollari. La gran parte, circa 10,3 milioni di dollari, sono reclamati dalla Wynn Resort Limited come risarcimento contro il fondatore della 'Girls gone wild', Joe Francis, a causa di un debito di gioco e di una dichiarazione rilasciata sul casinò e sul suo fondatore Steve Wynn. Un dato che non include i 19 milioni di dollari della causa già vinta da Wynn contro Francis l'anno scorso nel processo per calunnia. Il caso ora è in fase di appello per le minacce di morte che Wynn avrebbe fatto nei confronti di Francis per il suo debito. Joe Francis ha fatto la sua fortuna vendendo video e riviste per adulti su cui comparivano giovani donne.

L'attività è partita nel 1997. I video erano tipicamente girati in feste dove le studentesse universitarie mostravano i propri corpi. Dal 2008, i prodotti delle 'Girls Gone Wild' (GGW) sono stati venduti principalmente attraverso il loro sito web con streaming video, download e dvd. "Girls gone wild' rimane forte societariamente e finanziariamente", ha detto la società in una nota in cui paragona se stesse ad altre aziende come l'American Airlines e la General Motors che hanno presentato istanza di bancarotta per ristrutturare l'azienda. "L'unica ragione per cui GGw ha fatto questa scelta è per 'ristrutturare' i suoi frivoli e onerosi affari legali".

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