Arte, addio a Igor Mitoraj: lo scultore dei giganti che amava l'Italia

Parigi (Francia), 6 ott. (LaPresse) - Si è spento a 70 anni Igor Mitoraj, lo scultore polacco amante dell'Italia che, a Pietrasanta, aveva uno studio vicino alle cave di marmo. L'artista è morto a Parigi, nell'ospedale Saint-Louis, in cui era ricoverato da tempo per una broncopolmonite. Nato nel 1944 in Germania, da madre polacca deportata in Sassonia, dopo essere sopravvissuto ai bombardamenti di Dresda tornò a Cracovia per studiare arte, con il maestro Tadeusz Kantor. Fu proprio quest'ultimo a convincerlo a trasferirsi a Parigi, nel 1968.

Da sempre affascinato dalla scultura dell'antica Grecia e dai capolavori rinascimentali, suggestioni alle quali non rinunciò neanche in seguito all'incontro proficuo con la cultura azteca, Mitoraj è famoso soprattutto per le sculture gigantesche che ritraggono volti e corpi di eroi, soprattutto mitologici, realizzate con bronzo, terracotta e marmo. Negli anni Ottanta si trasferì a Pietrasanta (LU), dividendosi, da allora, tra il capoluogo della Versilia e l'atelier parigino.

Numerose città italiane (e non solo) ospitano i suoi capolavori: Pietrasanta ha il suo 'Centauro'; in Piazza de' Miracoli, sotto la torre di Pisa, c'è l''Icaro caduto'; e poi ci sono le porte monu­men­tali della Basi­lica di santa Maria degli Angeli a Roma, e le 17 statue bronzee ospitate nella Valle dei Templi di Agrigento dal 2011 (in particolare il gigantesco volto di 'Tindaro'), accusate, in alcune occasioni, di detur­pare il ter­ri­to­rio con la loro estraneità.

FRANCESCHINI: DELLA MATERIA HA FATTO ARMONIA. “La scomparsa di Igor Mitoraj ci priva di un artista che della materia ha fatto armonia, uno scultore che ha amato profondamente e vissuto intensamente il nostro Paese" ha dichiarato il ministro della Cultura Dario Franceschini. "Con lui se ne va un intellettuale figlio della guerra, cresciuto oltrecortina e maturato in occidente, un autentico esempio di personalità europea che ha saputo interpretare al meglio il proprio talento e che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente". "Sono stato a trovarlo nel suo magnifico laboratorio di Pietrasanta quest'estate - ricorda Franceschini - e stavamo lavorando, insieme al soprintendente Massimo Osanna, per la realizzazione di una mostra a Pompei dopo le splendide esposizioni di Agrigento e dei Mercati di Traiano a Roma. Portare a compimento questo progetto sarebbe il modo migliore per ricordarlo e per soddisfare ciò che egli stesso aveva definito il sogno della sua vita”.

DEL CORNO: HA INTERPRETATO LA TRADIZIONE CLASSICA NELLA CONTEMPORANEITA'. "Il mondo dell'arte perde oggi uno degli interpreti più significativi della contemporaneità, un grande artista che ha saputo interpretare con originalità la tradizione classica restituendola con opere di forte impatto e di grande emozione", lo ha ricordato l'assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno. "Sono tanti i suoi lavori che sono andati ad arricchire strade e piazze in Italia e nel mondo, contribuendo a creare una nuova 'poetica' del monumento, un nuovo senso dell'arte pubblica, un gusto diverso che unisce la suggestione del 'non finito' alla riflessione sulla caducità delle cose, seppure 'gigantesche'. Come accade anche a Milano, città alla quale Igor Mitoraj ha regalato più di un'opera: il 'Grande Toscano' in piazza del Carmine nel 1981 e la fontana del Centauro in via De Pretis, nel quartiere Sant'Ambrogio in zona Barona, nel 1991. E anche il Teatro alla Scala conserva dal 1993 una sua opera, 'Omaggio a De Sabata', che è esposta presso il Ridotto del Palchi, nel cuore di una delle più importanti istituzioni culturali della città".

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