Approvata in California la legge anti-paparazzi: in vigore da gennaio

Los Angeles (California, Usa), 25 set. (LaPresse/AP) - E' stata approvata la legge definita anti-paparazzi della California, atta a limitare la possibilità dei reporter di fotografare i figli dei personaggi famosi. Fotografi e paparazzi dovranno quindi affrontare il conseguente inasprimento delle sanzioni previste dalla nuova legislazione che il governatore della California, Jerry Brown, ha firmato ieri per la tutela dei minori.

Il disegno di legge presentato dal senatore Kevin de Leon amplifica la definizione di molestie, includendo di fatto fotografie e filmati di bambini ripresi senza il consenso del genitore o di chi ne ha la tutela legale, ma anche comportamenti molesti come pedinare il minore e chi ne ha la custodia per scattare foto a sorpresa.

Celebrità come Halle Berry e Jennifer Garner hanno sostenuto la proposta di legge esortando i legislatori alla sua approvazione. La Berry ha testimoniato in favore della legge in diverse commissioni legislative raccontando che sua figlia è stata più volte spaventata dai fotografi aggressivi che la seguono quotidianamente, spesso gridando o saltando fuori da cespuglio o dalle auto parcheggiate.

Il provvedimento legislativo inoltre contribuirà a proteggere i figli anche di funzionari di polizia, giudici e altri che potrebbero essere presi di mira per le occupazioni dei genitori. "I bambini non devono foraggiare i tabloid e tanto meno essere bersaglio di molestie" ha detto Leon aggiungendo che la nuova legge "darà ai bambini, non importa chi sono i genitori, una protezione dai molestatori".

La nuova norma entrerà in vigore dal prossimo gennaio e i trasgressori rischiano fino a un anno di prigione e una multa fino a un massimo di 10mila dollari, sensibili di aumento in caso di più condanne. Le organizzazioni dei media, tra cui la California Newspaper Publishers Association, si sono opposte alla legislazione, dicendo che era troppo ampia e avrebbe potuto limitare l'attività di legittima raccolta di notizie. Risultando lesiva del Primo emendamento sulla libertà di espressione.

In replica De Leon sosteneva che la legge non viola il Primo emendamento perché riguarda il comportamento del fotografo e non l'atto di scattare la fotografia.

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