Annuncio choc: si sciolgono i R.E.M.

Athens (Georgia, Usa), 22 set. (LaPresse) - E' finito il sogno dei R.E.M. La band che prende il nome dalla fase più intensa dei sogni detta 'rapid eye movement', ha annunciato il proprio addio alle scene tramite il proprio sito internet. "Ce ne andiamo con un grande senso di gratitudine, di completezza e di stupore per tutto ciò che abbiamo realizzato", questo il messaggio postato sul loro sito internet.

Nati nel 1980 nella cittadina universitaria di Athens, a pochi chilometri da Atlanta, la band era inizialmente composta da Michael Stipe (voce), Peter Buck (chitarra e mandolino), Mike Mills (basso e tastiere) e Bill Berry. Proprio quest'ultimo dopo un tumore al cervello abbandonò i compagni nel 1997, ristabilitosi è però tornato spesso a suonare con gli ex compagni d'avventura.

Who, Eagles, Beach Boys e Velvet Underground. E' questo l'inconfondibile mix che contraddistingue il sound dei R.e.m. all'inizio della loro avventura, sin dall'Ep d'esordio 'Chronic town' che poi si trasformerà nel formidabile album d'esordio 'Murmur'. Un successo underground ma solidissimo che si diffonde dalla Georgia in tutto gli Usa grazie alle radio dei college che li eleggono a loro beniamini. Nel 1987 la prima importante svolta a livello musicale con 'Document' dove il suono si fa più compatto e duro. Con 'Green' arriva la completa maturità, con 'Out of time' l'immortalità grazie a successi come 'Losing my religion' e 'Shiny happy people'. Negli anni '90 arrivano altri grandi album come 'Automatic for the people', 'New adventures in hi-fi' e 'Up'. Il canto del cigno è 'Reveal' prima degli ultimi tre deludenti lavori.

Rispettati da tutte le band loro contemporanee - Michael Stipe è stato tra gli ultimi a parlare con Kurt Cobain - non sono mai stati al centro di scandali o gossip, ed anzi hanno saputo ritagliarsi anche un ruolo importante in campo politico, con l'appoggio dichiarato a Bill Clinton, Al Gore e Barack Obama. Difficile che ci ripensino: lo scioglimento inatteso arriva al termine di una parabola forse irripetibile fatta di migliaia di concerti, tutti di livello assoluto come le centinaia di bootleg possono dimostrare. E questo è il vero rammarico per i fan, non poterli più vedere su un palco, quando davano il meglio anche negli ultimi anni.

Dovendo scegliere un verso dai testi del menestrello Stipe, scegliamo: "Stars are the greatest things you'll ever see, and they're there for you, for you alone and you're everything" da 'You're everything'.

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