Amanda Seyfried: 'Lovelace' è stata una sfida, ma la fama è peggio

Los Angeles (California, Usa), 6 ago. (LaPresse/AP) - Il ruolo di Linda Lovelace è stato fondamentale per Amanda Seyfried, come la stessa attrice ha raccontato alla premiere di 'Lovelace' che si è tenuta a Los Angeles. "Intepretare un vero personaggio, anzi, una persona reale, qualcuno che è davvero esistito e ha avuto una vita, una storia, un cuore e una voce - ha ammesso - è una grande responsabilità. Io ero alla ricerca di una sfida e questa lo è stata. Penso di aver perso me stessa. Non puoi rendere giustizia a qualcuno a meno che non ti ci perda".

La 27enne Amanda, che ha debuttato a 11 anni come modella, è diventata famosa nel 2008 grazie al ruolo della figlia di Meryl Streep in 'Mamma mia!'. L'anno scorso è stata Cosette da adulta in 'Les Misérables' di Tom Hooper di fianco a Hugh Jackman e Russell Crowe. La nuova pellicola che la vede protagonista, basata sulla storia della pornostar degli anni '70 di 'Gola Profonda' Linda Lovelace, annuncia contenuti forti, tanto da essere vietato ai minori di 18 anni negli Stati Uniti, ma Amanda non ha avuto problemi a girare le scene più hard. "Da un paio di anni faccio scene di sesso e simili - ha ammesso - ci ho fatto l'abitudine. Devi solo fidarti dell'altra persona ed è importante avere una buona dinamica e sentirti in sintonia. È tutto coreografato, per cui sei preparato a quello che accadrà. Ppi è sempre bello alleggerire l'atmosfera tra un ciak e l'altro, non importa quello che si sta facendo".

L'attrice statunitense trova più pesante gestire la fama. "In qualche modo si viene oggettivizzati. La gente ti vede come un personaggio unidimensionale. Hai un'immagine qualsiasi cosa tu faccia, e non è così piacevole venire trattati talvolta come animali da zoo. Ora è tutto a portata di mano, la privacy non esiste, dal momento che la tua vita privata è così interessante per la gente. È una cosa piuttosto triste. Di certo era diverso negli anni '70, quelle generazioni non dovevano preoccuparsi di questo genere di cose. Ma noi dobbiamo averci a che fare, e ritengo che ci sia sempre un modo per impedire alle persone di conoscere il tuo vero sé se non vuoi che accada".

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