Alla Reggia di Venaria 'Moda in Italia'

Torino, 16 set. (LaPresse) - Nello splendido contesto della Venaria Reale, in provincia di Torino, è stata presentata oggi la mostra 'Moda in Italia. 150 anni di eleganza", che sarà aperta al pubblico fino all'8 gennaio 2012. La mostra costituisce un percorso attraverso la moda italiana dal Risorgimento fino a oggi, grazie a quasi 200 pezzi esposti. Ogni abito è perfettamente collocabile in un periodo storico e non mancano neppure pezzi indossati da grandi dive come Marilyn Monroe e Claudia Cardinale. Obiettivo dell'esposizione è quello di spiegare, attraverso vari percorsi e saloni, perché la moda continui ad essere uno degli elementi principali dell'identità dell'Italia contemporanea. A curare la mostra, Franca Sozzani, direttrice di Vogue insieme a Gabriella Pescucci e Dino Trappetti. Gabriella Pescucci è premio Oscar per i costumi mentre Dino Trappetti della fondazione 'Tirelli Trappetti', raccoglie nei suoi archivi più di 160mila abiti, tra pezzi originali e costumi di scena. L'allestimento è stato curato dall'architetto Michele De Lucchi.

Pizzi, satin, ricami in fili metallici, perline di vetro, velluto, viscosa, colori: le sale storiche della Reggia di Venaria, che racchiudono capolavori dell'arte, aprono le porte agli abiti che hanno fatto storia, sia per la loro rappresentazione della realtà, sia per il fatto di essere stati indossati da personaggi noti, come Gabriele d'Annunzio e le regine d'Italia, Eleonora Duse e Lina Cavalieri. Solo dal secondo dopoguerra tuttavia si può parlare di 'moda italiana' vera e propria, capace di coniugare antica tradizione artigianale e moderna industria. Prima di allora, durante il Regno, non mancando tentativi di affermazione di una moda nazionale, restava la Parigi del Secondo Impero di Napoleone III e di Eugenia il punto di riferimento ed il modello imprescindibile. Non a caso in quel periodo il più importante centro della moda in Italia fu proprio Torino, porta naturale verso la Francia. Per tale ragione la mostra è divisa in due grandi sezioni: la prima concerne il periodo compreso dalla nascita dello Stato unitario a quella della moda italiana ed è messa in scena da Gabriella Pescucci. La seconda sezione va dagli anni Settanta del Novecento ai giorni nostri ed è il frutto delle scelte e del gusto di Franca Sozzani.


"Nella storia della moda italiana, quando si arriva al pret-à-porter bisogna essere obiettivi: è industria. E non significa che non ci sia creatività, anzi, ma è molto diverso dagli altri abiti esposti, che sono pezzi unici, vere e proprie opere d'arte", ha spiegato la Sozzani. "Gli abiti esposti - ha aggiunto la direttrice di Vogue - sono diversi gli uni dagli altri e per unirli ho scelto un colore, il cipria, che ha attraversato i secoli per quello che rappresenta". Ai piedi della passerella, infatti, e per tutta la stanza che ospita la sezione curata da Franca Sozzani, è stata posata della moquette cipria, che anche nella consistenza ricorda il cosmetico per eccellenza, che ha attraversato tutta la storia della bellezza. Gli abiti esposti hanno richiesto un lungo lavoro di ricerca "perchè - ha spiegato la regina della moda italiana - tutti sono stati fotografati da Vogue dagli anni 70 ad oggi. Dopo aver cercato le immagini abbiamo chiesto agli stilisti di cercare quegli abiti nei loro archivi, così da trovare la giusta corrispondenza".

"Questa è una mostra estremamente importante, perché anche la moda è capace di dare il senso di cambiamento storico e sociale. Il gusto e la bellezza rappresentano anche il modo di vivere", ha detto Fabrizio Del Noce, presidente della Reggia di Venaria Reale, che poi ha aggiunto: "Speriamo che grazie a questa esposizione la Reggia possa raggiungere il milione di visitatori".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata