Al Tff le famiglie terribili e il 'maledetto Natale' del trio di Boris

di Virginia Michetti

Torino, 22 nov. (LaPresse) - "Non un cinepanettone, né un anti-cinepanettone", "non un film di Natale", ma "un film sul Natale", e forse contro il Natale, ma soprattutto un film sulla famiglia. Questo è, secondo gli autori e i protagonisti, 'Ogni maledetto Natale' della 'banda dei Borissiani', ovvero Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, autori dell'acclamata serie tv 'Boris' che in questo nuovo film hanno raccolto alcuni grandi talenti del cinema italiano per un'atipica commedia natalizia che sfida le consuetudini cinematografiche nostrane.

Il film racconta una storia d'amore messa a dura prova dalla festa per eccellenza, da trascorrere inevitabilmente in famiglia: rozza e caciarona quella di lei (Mastronardi), ricchissima e snob quella di lui (Cattelan alla sua prima prova di attore). Quelle raccontate sono "due Italie molto diverse tra loro, per far capire che la mostruosità del Natale tocca tipologie diverse. Non offre distinzione, il Natale è mostruoso, un incubo per tutti", ha detto Ciarrapico in conferenza stampa. E se "il Natale è un incubo per tutti, perché non provare a buttare due giovani innamorati in questo circo di cattiverie e idiosincrasie?", dicono gli autori.

Gli autori e il cast - che conta tra gli altri Alessandro Cattelan, Alessandra Mastronardi, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Laura Morante e Caterina Guzzanti - presenteranno il film al pubblico alle 22 al Cinema Reposi 3. Tutti sono chiamati a recitare un doppio ruolo speculare in entrambe le famiglie, quella di lei alla Vigilia, quella di lui per il pranzo del 25 dicembre. "Ci divertiva - ha spiegato Vendruscolo - avere questo gruppo di attori potenti e versatili trasformarsi in mostri di diversa natura. La terza Italia sono i due protagonisti e per noi è una novità. In Boris i mostri prevalevano, i buoni si mostruosizzavano o erano i deboli. Noi abbiamo raccontato due persone che hanno stimoli normali, cercano di essere a contatto col mondo e con se stessi. Non sappiamo dove finiranno, forse diventeranno peggiori di chi li ha preceduti, ma io ho speranze che non succeda".

L'idea di "usare gli stessi attori per i ruoli è stato un lubrificante narrativo", aggiungono gli autori, che permette di mostrare che "le famiglie sono mostruosamente uguali". Francesco Pannofino è in entrambi i casi il pater familias: supercafone in un caso e grettamente attaccato agli utili aziendali nell'altro: "E' stato eccitante fare due ruoli così diversi - racconta -, ho abbracciato il progetto perché l'ho sentito molto mio, perché il Natale lo patisco, mi procura un'ansia ingiustificata, incombe minaccioso con quella necessità di mettere insieme famiglie e persone, è faticoso". Anche Mastandrea è soddisfatto del suo doppio ruolo di "fratello maggiore": "I miei personaggi sono identici - nota -, semplicemente uno brandisce un fucile, l'altro la bibbia".

Per Mastandrea, il film mostra "un Natale terrificante che mette in risalto la mostruosità e le aberrazioni delle famiglie italiane il 24 e 25 dicembre", ma anche "l'Italia nella sua più alta rappresentazione che è la famiglia, perché nonostante stia cambiando c'è una ricerca anacronistica del concetto di famiglia legato a quello di 50 anni fa". Per questo Mastandrea pensa che questo sia "un film sulla famiglia, perché Natale è semplicemente un pretesto, la ricorrenza madre in cui siamo costretti a stare insieme".

Anche se esce il 27 novembre, in tempo per la rincorsa alle festività, gli autori non vogliono che sia accostato ai cinepanettoni, né per assonanza né per dissonanza: "C'è una differenza dalla 'weltanschauung' vanziniana - ha detto uno degli autori venendo preso in giro dai colleghi -; a differenza dei personaggi dei Vanzina, i Colardo (la famiglia di lei, ndr) non desiderano essere diversi da quello che sono, loro sono boscaioli autoriferiti e sereni". Anche per Mastandrea non esiste il confronto con altri film natalizi: "Un tipo di commedia che non si oppone al cinepanettone, perché tifare semnpre per qualcosa è sempre controproducente. E' aggiungere qualcosa a quello che il cinema concede da 20 anni, l'offerta dovrebbe essere più varia perché così si forma una coscienza e si educano i gusti del pubblico".

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