Agli Oscar è l'anno di DiCaprio: trionfa alla quinta nomination
Ennio Morricone vince per le musiche di 'The Hateful Eight'. 'Il caso Spotlight' è il miglior film

Agli Oscar doveva essere la notte di Leonardo DiCaprio e lo è stata. Così come lo è stata per Ennio Morricone. Arrivato alla quinta nomination della sua vita, l'attore, che sembrava colpito da una 'maledizione', questa volta è riuscito a portare a casa l'ambita statuetta. Nato nel 1974, a soli 20 anni è in nomination per la prima volta come non protagonista per 'Buon compleanno Mr. Grape', ma poi gli ci sono voluti altri 22 anni e tre candidature per arrivare a quella giusta. Neanche la magistrale interpretazione di Eddie Redmayne in 'The Danish Girl', questa volta, è riuscita ad oscurare la sua prestazione attoriale e fisica in 'Revenant'. Il film di Alejandro Gonzales Inarritu l'ha finalmente portato alla vittoria: i sacrifici durante le riprese, fatte tutte a temperature rigidissime, fino ai -30 gradi, lo hanno provato fisicamente, ma il premio è valso il sacrificio.

Nel ritirare il premio, DiCaprio ha ringraziato chi ha lavorato con lui al film e anche chi lo ha 'cresciuto' a livello cinematografico: Martin Scorsese. Poi un doveroso ringraziamento ai genitori. Ma Leo non ha potuto dimenticare neanche in questa occasione il suo impegno per l'ambiente: "Nel 2015 - ha detto - siamo dovuti andare al Polo Sud per trovare la neve. Il cambiamento climatico sta minacciando la specie umana. Dobbiamo lavorare insieme e smetterla di posticipare, smetterla di sostenere leader che parlano per chi inquina ma non per gli indigeni che saranno toccati da questi cambiamenti. Non diamo per scontato questo pianeta, così come io non davo per scontata questa serata".

INARRITU INCASSA IL RECORD MESSICANO. A 'Revenant' di Inarritu non va solo il riconoscimento per il miglior attore protagonista, ma anche quello, scontato dall'inizio, a Emmanuel 'Chivo' Lubezki per la fotografia e quello proprio per il migliore regista. Il direttore di Città del Messico, così, va ad affiancarsi a John Ford e Joseph L. Mankiewicz, gli unici due registi ad aver vinto per due anni consecutivi ma negli anni '40 e '50, grazie al trionfo l'anno scorso del suo 'Birdman'. Inoltre, se sommata alla vittoria nel 2014 di Alfonso Cuaron per 'Gravity', è il terzo successo consecutivo per un regista messicano. E Inarritu non ha voluto lasciarsi scappare l'occasione di fare un riferimento al problema del razzismo: "Io sono fortunatissimo, ma molti altri non hanno avuto la mia stessa fortuna. Vogliamo un'opportunità per liberarci di tutti i pregiudizi. Il colore della pelle è irrilevante come la lunghezza dei nostri capelli".

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