Addio a Luca Ronconi. Oggi porte aperte al Piccolo Teatro

Milano, 22 feb. (LaPresse) - E' morto ieri a Milano l'attore e regista Luca Ronconi. Il maestro era ricoverato da una settimana al Policlinico, dove da alcuni anni si sottoponeva regolarmente alla dialisi. La sua morte, avvenuta poco dopo le 20, spiegano dal Piccolo Teatro, è stata causata dalle complicazioni legate a un'infezione virale che avrebbe aggravato la sua già precaria condizione di salute. Ronconi, nato l'8 marzo 1933, tra pochi giorni avrebbe compiuto 82 anni.

Com la sua scomparsa, ha commentato il premier Matteo Renzi, l'Italia perde "un grande protagonista della vita culturale e civile del Paese, ingegno visionario che ha saputo scavare nell'animo umano e rappresentarlo in scena con forza, profondità, sguardo".

Un messaggio di cordoglio alla famiglia è stato inviato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "La morte di Luca Ronconi - ha scritto il capo dello Stato - artista finissimo e geniale, mi ha profondamente colpito. Le sue numerose e innovative regie di prosa e di lirica hanno lasciato una impronta indelebile nella storia del teatro contemporaneo. Il mondo dello spettacolo ha perso un importante punto di riferimento, l'Italia un grande maestro".

Le porte del Piccolo Teatro di Milano questo pomeriggio si apriranno per tutti gli ammiratori e il pubblico di Luca Ronconi. Dalle 15 di oggi pomeriggio i milanesi che vorranno rendere omaggio al maestro, potranno firmare un libro dedicato ai ricordi in una sala del Teatro. Anche gli attori dell'ultimo lavoro di Ronconi, la pièce 'Lehman Trilogy', dedicata alla saga dei banchieri americani, alle 16 ricorderanno il maestro prima dello spettacolo.

Ronconi non ha mai smesso di scrivere, lavorare e curare la regia di spettacoli di sicuro successo. La sua ultima prova da regista è lo spettacolo 'Lehman Trilogy - Prima parte: Tre Fratelli', scritto dal drammaturgo Stefano Massini, che ha debuttato in scena il 29 gennaio. Al termine della prima della pièce dedicata alla saga dei banchieri americani, in cartellone al Piccolo fino al 15 marzo, Ronconi è uscito sul palco a raccogliere il lungo applauso del suo pubblico. Pochi giorni dopo le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate.

Ronconi era fantasioso, suscettibile, istrionico, sempre controcorrente. Da giovane ha lavorato come attore con i grandi, da Squarzina a Gassman, diretto da registi come Orazio Costa, Giorgio De Lullo e Michelangelo Antonioni. Nel 1963 ha debuttato alla regia con la compagnia di Corrado Pani e Gianmaria Volonté. La fama, però, è arrivata nel 1969 con l'Orlando furioso di Ariosto, nella versione di Edoardo Sanguineti. Nel 1974 ha diretto una versione cinematografica dello stesso dramma, con Massimo Foschi e Mariangela Melato, seguita da una versione televisiva in cinque puntate, trasmessa la domenica in prima serata.

Nel frattempo aveva preso le redini del Laboratorio di progettazione teatrale di Prato, mettendo in scena spettacoli quali Orestea di Eschilo 1972, Utopia da Aristofane 1976, Baccanti di Euripide 1977, La torre di von Hofmannsthal 1978. Negli anni successivi Ronconi è approdato alla direzione del Teatro Stabile di Torino e il Teatro di Roma.

Dal 1999 ha preso le redini Piccolo Teatro di Milano e con lui la 'creatura' di Giorgio Strehler ha vissuto una nuova stagione di successi internazionali. Ronconi ha anche diretto molte opere liriche, soprattutto di Monteverdi, Bellini, Rossini (partecipando anche al Rossini Opera Festival di Pesaro), Verdi e Puccini, ma anche di compositori stranieri contemporanei, come Janacek e Britten.



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