Addio a Ermanno Olmi: il regista aveva 86 anni
Nel 1977 aveva vinto la Palma d'Oro al Festival di Cannes con "L'albero degli zoccoli"

Il mondo del cinema è in lutto per la morte di Ermanno Olmi. Il regista, che avrebbe compiuto 87 anni il 24 luglio, si è spento nell'ospedale di Asiago, dove era stato ricoverato venerdì, a causa di una lunga malattia. Aveva espresso il desiderio di essere riportato a casa, ma è morto prima che la moglie Loredana e i figli Elisabetta, Fabio e Andrea potessero organizzare il trasporto.

Olmi cresce a Treviglio, in provincia di Bergamo, e da giovanissimo si trasferisce a Milano dove segue i corsi dell'Accademia di arte drammatica. Poi, assunto dalla Edisonvolta per occuparsi delle attività ricreative per i dipendenti, realizza decine di documentari sulla condizione dei lavoratori. Il debutto sul grande schermo arriva nel 1959, con Il tempo si è fermato, nel quale evidenzia subito la sua cifra stilistica: privilegia i sentimenti delle persone semplici, il rapporto con la natura e spesso offre uno sguardo sulla solitudine e sulle sue conseguenze.

Il grande successo arriva nel 1978 con il film in dialetto bergamasco L'albero degli zoccoli, considerato il suo capolavoro, che si aggiudica la Palma d'oro al Festival di Cannes e il Premio César per il miglior film straniero. Subito dopo si trasferisce ad Asiago, dove da quel momento risiederà. Il regista rimane a lungo lontano dai riflettori a causa di una grave malattia, la sindrome di Guillain-Barré, che si manifesta con paralisi progressiva agli arti.

 

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