Addio a Enzo Jannacci, camera ardente in clinica a Milano

Milano, 30 mar. (LaPresse) - E' stata aperta oggi la camera ardente per Enzo Jannacci presso la casa di cura Columbus a Milano. Si potrà dare l'ultimo saluto al cantante fino alle ore 18. Con probabilità la cerimonia funebre si svolgerà martedì.

E' morto alla clinica Columbus di Milano il cantautore milanese, dove era ricoverato da alcuni giorni. Da tempo malato di cancro, si è spento ieri sera, intorno alle 20.30. Con lui, in ospedale, tutta la famiglia. Le condizioni di salute di Jannacci si erano recentemente aggravate. Negli ultimi giorni, spiegano fonti sanitarie, era stato male. Per questo motivo era tornato in clinica. La famiglia sapeva che si andava verso la fine e così lo ha accompagnato fino agli ultimi momenti.

IL CORDOGLIO DEL MILAN. Il primo cordoglio arriva dal Milan, ci cui il cantautore era grande tifoso. "Tutto il Milan e tutti i Rossoneri apprendono commossi la notizia e si stringono con affetto e sgomento alla famiglia", si legge sul sito della società. "C'era una volta il Derby, la culla del cabaret. Era il mondo di Enzo Jannacci, una personalità vera, spontanea, originale, estrosa duttile. Amicizie di grande livello artistico e intellettuale le sue: Giorgio Gaber e Dario Fo. Ma la sua avventura si è spesso intrecciata a grandi Milanisti come lui: Beppe Viola, Renato Pozzetto, Teo Teocoli". E' quanto si legge sul portale della società rossonera in ricordo del grande tifoso Enzo Jannacci, scomparso in serata all'età di 77 anni. "E allora sarà bello quando vince il Milan! Quante volte i Milanisti hanno fatto il coro al grande Enzo sul ritornello di questa celeberrima canzone - prosegue la nota - Cantautore e cabarettista, attore e cardiologo, Enzo, figlio del Liceo classico Manzoni di Milano, lascia a tutti noi e all'unico figlio Paolo una grande, grandissima, eredità".

CHI ERA ENZO JANNACCI. Cantautore, cabarettista, attore, ma anche medico cardiologo, è stato tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra. Autore di quasi trenta album, alcuni dei quali veri e proprio capolavori, come 'Vengo anch'io. No, tu no' del 1968, divenuto in breve tempo campione di vendite, e salito in cima alle classifiche italiane, grazie anche al brano 'Ho visto un re', su testo di Dario Fo. E poi 'Quelli che...' del 1975, che contiene la bellissima 'Vincenzina e la fabbrica', dedicata al tema del rapporto degli operai con il mondo della fabbrica, attraverso gli occhi di una ragazza.

Celebri le sue collaborazioni con altri grandi artisti italiani, primi fra tutti Giorgio Gaber, conosciuto fin dai tempi dell'isituto classico Manzoni di Milano, e Adriano Celentano. Nella sua carriera importante anche la parentesi jazz, che lo ha visto suonare con stelle come Stan Getz, Gerry Mulligan, Chet Baker e Franco Cerri. E poi quella televisiva, che lo visto anche conduttore con Maria Teresa Ruta del varietà 'Gran simpatico'.

Del 1989 è la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo con 'Se me lo dicevi prima', dove torna nel 1991 in duetto con Ute Lemper con la canzone 'La fotografia', grazie a cui vince il Premio della critica. Nel 1994 è ancora sul palco del Festival in coppia con l'amico Paolo Rossi, con il brano 'I soliti accordi'. Del 1998 è la sua quarta partecipazione alla rassegna, con 'Quando un musicista ride', che gli vale ancora una volta il Premio della critica. Grande tifoso milanista, scrisse l'inno della squadra rossonera nel 1984.

Nella sua lunga carriera ci fu tempo anche per il cinema. Tante le colonne sonore che scrisse per film italiani, come 'Romanzo popolare' di Mario Monicelli e 'Pasqualino Settebellezze' di Lina Wertmuller. E poi l'esordio sul grande schermo, dove debuttò nel 1964 con 'La vita agra' di Carlo Lizzani. Ad aprile dello scorso anno, già indebolito dalla malattia, aveva commosso pubblico e amici cantando a Milano, prima di un intervento chirurgico, durante un incontro con Dario Fo, il chitarrista jazz Franco Cerri, e il pianista Enrico Intra.

PISAPIA: HA RACCONTATO LA MILANO PIU' VERA. Parole commosse sono arrivate in serata anche dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. "Ci ha lasciato un grande artista, un grande milanese. Enzo Jannacci - ha scritto su Facebook il primo cittadino - ha amato Milano ed è stato ricambiato. Con la sua ironia e le sue canzoni ha raccontato la Milano più vera. Rimarrà nella storia della città".

FAZIO: UN GENIO. I ricordi si sono presto moltiplicati sul web. E nel giro di pochi minuti l'hashtag #Jannacci è balzato in cima ai trend di Twitter. "Enzo Jannacci era un genio. Le sue parole che non riuscivano a star dietro ai suoi pensieri. La sua poesia ha inventato un mondo bellissimo", scrive Fabio Fazio su social network. Parole commosse anche dal collega musicista Enrico Ruggeri, che commenta: "Lo ricordo bene: intelligente spiritoso surreale geniale. Ha raccontato la poesia di Milano. Umanità sorrisi cervello. Enzo Jannacci. Grazie"

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