"Dear Basketball", quando un cestista vince l'Oscar: il cortometraggio di Kobe Bryant | VIDEO
Il video del cortometraggio diretto e animato da Glen Keane, ispirato alla lettera con cui Bryant ha annunciato il ritiro dall'agonismo

Quando lasciò la carriera agonostica, Kobe Bryan decise di fare un annuncio commovente affidandosi alla scrittura. "Dear Basketball", "Cara pallacanestro", così iniziava la lettera, pubblicata sul The Player's Tribune, attraverso cui il cestista dei Lakers raccontava il suo amore per il basket e la decisione di ritirarsi dal campo da gioco. Quella lettera toccò molti, tra cui uno dei maggiori animatori del mondo, Glen Keane. Con oltre 20 anni di carriera alla Disney alle spalle, questo artista ha dato vita ad alcuni dei più noti e amati personaggi animati degli anni '90: dalla sirenetta Ariel alla Bestia di La Bella e la Bestia.

Dall'incontro di questi due campioni in campi diversi, è nato un cortometraggio poetico in cui entrambi danno voce al proprio amore: quello di Kobe Bryant per la pallacanestro e quella di Glen Keane per l'animazione tradizionale. Il titolo, Dear Basketball, fa riferimento proprio all'intestazione di quella prima lettera e chiarisce da subito lo stile del corto di 5 minuti: autore del soggetto, della sceneggiatura e narratore è proprio Bryant. Sua è la voce che parla per tutta la durata del cartone e che spiega come, all'età di 6 anni, sia nata quella passione che non lo ha mai abbandonato per tutta la vita. "Mi sono innamorato di te", dice, rivolgendosi direttamente al basket, come fosse una persona.

"Ho giocato tra il sudore e il dolore non perché la sfida mi chiamava ma perché tu mi chiamavi. Ho fatto qualsiasi cosa per te perché questo è quello che succede quando qualcuno ti fa sentire vivo nel modo in cui tu mi hai fatto sentire", dichiarazioni come questa sono esaltate dalla colonna sonora del compositore 5 volte premio Oscar John Williams e dalla matita esperta di Glen Keane che sceglie uno stile semplice eppure estremamente emozionante. Pochi colori, se non per sottolineare dei dettagli fondamentali (come il viola e il giallo della maglietta dei Lakers), e disegni poco dettagliati, caratterizzati anzi da poche linee decise e dai tratti tipici degli "schizzi". Una scelta consapevole con cui l'artista - che è anche regista del cortometraggio - vuole portare Dear Basketball il più lontano possibile dai colori accesi e dalla verosimiglianza dell'animazione in digitale, che oggi va per la maggiore. Il suo stile è un inno d'amore al 2d, all'arte manuale del disegno, e la riuscita finale ne dimostra tutta la magia: gli occhi espressivi di Bryant bambino, che raccontano passione e speranza, o le labbra che si aprono in un grido di orgoglio e fatica poco dopo un canestro.

Una magia riconosciuta dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences: dopo il debutto al Tribeca Film Festival e la vittoria agli Annie Awards (i più importanti premi al mondo per il cinema d'animazione), Dear Basketball ha ricevuto anche il premio Oscar per il Miglior Cortometraggio Animato, battendo Lou della Disney Pixar, il britannico Revolting Rhymes  (basato sul libro Versi perversi di Roald Dahl) e i francesi Garden Party e Negative Space. "Qualsiasi forma possano avere i vostri sogni, è attraverso la passione e la perseveranza che è possibile l'impossibile", ha detto Glen Keane ritirando il primo Oscar della sua lunga carriera. 

Di seguito il cortometraggio
 

 

DEAR BASKETBALL from Dear Basketball on Vimeo.

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