Due fratelli con una grande passione per la musica nella New York dei primi del Novecento. E’ la storia di Ira e George Gershwin, il primo vincitore di un premio Pulitzer e il secondo uno dei più grandi compositori del XX° secolo. Il loro legame prima di tutto umano e poi artistico è raccontato dal giornalista Roberto Menichini in un recital teatrale in programma a Roma il 28 maggio al ‘Primo Piano ristoteatro’ dal titolo ‘George, my brother’. Ideato, scritto e diretto da Menichini, che interpreta Ira Gershwin, vede come co-protagonista il giovane pianista jazz Gianmarco Giannetti che nella parte di George Gershwin si esibisce al piano con musiche eseguite dal vivo. Con loro sul palco anche la cantante Martina Castaldo e i due ballerini Alba Serino e Daniele Iannucci. La Produzione è di Associazione Romana Spettacolo.
Per tutti George Gershwin è l’autore di capolavori immortali come la ‘Rapsodia in blu’ e ‘Summer Time’, ma “in pochi sanno qual è stata la sua vicenda umana e professionale, quella della famiglia, in particolare di suo fratello Ira che era più grande di due anni, con il quale aveva un legame affettivo profondissimo che hanno sviluppato nel tempo”, racconta a LaPresse Menichini e che “dopo si è trasformato anche in un legame professionale. Nonostante, tra l’altro, la differenza diametrale tra i caratteri, perché George era irrequieto, brillante, un playboy, mentre Ira era una persona alla quale piaceva stare dietro le quinte, che custodiva, diciamo così, l’esistenza burrascosa del fratello”. Nello spettacolo vengono raccontati aneddoti e ricostruzioni storiche per descrivere il profondo legame umano e artistico tra i due fratelli. In poco tempo le loro giovani vite cambieranno in virtù della straordinaria prolificità compositiva di George arricchita dai testi del fratello parolierie. Il loro connubio professionale conquisterà il pubblico del nascente mercato discografico americano ed europeo influenzando profondamente l’intera produzione musicale del XX secolo. “Hanno trasformato quello che doveva essere un destino semplice di figli di immigrati russi provenienti dalla Lituania”, ha detto ancora l’autore.

Alle parole di Ira si intervallano le esecuzioni dal vivo, per piano e voce, dei brani più famosi, come ‘Summertime’ e ‘The Man I Love’, passando per alcune composizioni di altri protagonisti dell’epoca come Cole Porter, Irving Berlin e Jerome Kern. “Il connubio fra testo e musica nasce dall’immaginarsi quel fratello che racconta prima di tutto una grande storia d’amore fra fratelli”, ha sottolineato Menechini. Ma ci saranno anche momenti di coreografia e di ballo, di tip tap e di swing dance, che faranno immaginare l’America di quegli anni. “Perché quel tipo di danza è andata di pari passo con l’evoluzione di quel tipo di musica”, ha concluso Menichini. Sarà però un solo, unico, inedito e incompleto spartito a descrivere meglio di chiunque altro il valore di una intera esistenza.

