Attore, conduttore, presentatore e scrittore: l'artista toscano si racconta a Barbara Fabbroni

Vincenzo Bocciarelli è attore, conduttore, presentatore e scrittore. La Toscana è la sua terra, Siena il luogo familiare dove si rifugia ogni volta che può. A breve sarà premiato con un riconoscimento importante e Barbara Fabbroni l’ha intervistato per LaPresse.it.

Iniziamo subito parlando della sua trasmissione radiofonica…
“Conduco ‘Let’s celebrate‘ ogni giovedì su radio RID (96,8 FM) dalle 15 alle 17. Raccontiamo le feste, gli eventi, i matrimoni più famosi. Con me c’è Giuseppe Alcini. Lui è un esperto di eventi come pure proprietario del Castello di Montignano e padrone di casa di Rocca dei Narni. Ci sono collegamenti con vari ospiti, celebrità, attori, attrici”.

Ha mai fatto una personale dei suoi lavori?

“Ho esposto alcune opere, ma per una personale non c’è stata occasione. Prima della pandemia stavamo organizzando un vernissage a Milano, poi non si è realizzato. Il Covid l’ha fatta da padrone. Alcuni lavori sono anche in un mio libro. E saranno riportati in una capsule collection di t-shirt. Un progetto che mi ha aperto un mondo nuovo, seppur ancora embrionale”.

Vincenzo Bocciarelli: “Cerco una bolla protettiva”

Come si spiega il mondo creativo che abita in lei?
“L’arte in tutte le sue espressioni si fa portatrice di carica vitale. Una sorta di Eros che si trasforma in arte creativa. L’amore è creatività. Senza amore nulla accade. Potrei dire che nell’ultimo anno ho fatto l’amore con l’arte”.

Fare l’amore con l’arte è una protezione?

“Con gli anni, dopo tante delusioni, si tende a proteggersi. Si cercano luoghi sicuri per non cadere più nel dolore dell’abbandono o dell’abbandonare. Una sorta di bolla protettiva per la propria intimità. Cerchi il meglio prima di uscir fuori, valutando tutto nei dettagli”.

Vincenzo-Bocciarelli

Vincenzo Bocciarelli, Instagram

Che cos’è per lei la vita?
“Un dono prezioso, un’occasione fantastica. Purtroppo, spesso ci sono mondi di non amore che creano ferite profonde”.

A cosa si riferisce?

“A tutti quei bambini che soffrono nel vedere i loro genitori che litigano o si separano“.

Il più grande amore della sua vita?

“Pensavo fosse amore invece era un calesse!”.

Che rapporto ha con sé stesso?

“Ho cercato tanto di proteggermi. Mi prendo cura di me stesso in senso profondo. Cerco di difendermi dalle persone non giuste”.

Le Vestali di Bocciarelli

Ha una fanpage. Come è nata?
“Sono delle ragazze straordinarie che io chiamo le mie Vestali. Alcune le conosco e a volte ci scriviamo. Sono molto carine. Seguono il profilo con passione. Durante le puntate del Bocciarelli Home Theatre questo legame si è ancor più rafforzato”.

Vincenzo Bocciarelli, come nutre il suo pubblico?

“Ho la necessità di restituire al pubblico tutta una serie di cose. Posso giocare, divertirmi. Ma sempre con un significato profondo”.

La vita va ed è oltre i social?

“Esatto. Bisogna andare oltre. C’è bisogno di altro, di profondità e non di superficialità. È arrivato il momento di essere sé stessi, bisogna mettersi a nudo. Il Covid ci ha denudati, ci ha tolto tutta la corazza. Siamo anima ed emozione”.

Progetti?

“Condurrò ‘Una ragazza per il cinema’ in Umbria sia al Castello di Montignano, sia alla Rocca di Narni, dove faremo la finale. Il 6 agosto condurrò al Circeo un evento molto importante. Poi ci saranno 4 date per uno spettacolo in Sicilia, nella Valle dei Templi. Vorrei iniziare a scrivere un secondo libro. E poi ci sono altri progetti, al momento ancora in cantiere”.

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