Il ballerino ricorda l’ètoile della Scala

Roberto Bolle e Carla Fracci. Foto da Instagram

Roberto Bolle e Carla Fracci. Foto da Instagram

Dopo le preoccupazioni di ieri per Carla Fracci, oggi è arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto leggere. La “prima ballerina assoluta“, così come la definì nel 1981 il New York Times, si è spenta questa mattina. La notizia ha travolto il pianeta intero, un duro colpo per tutto il mondo dell’arte, per i fan e per gli stessi ballerini, di cui è stata un’icona.

La perdita dell’ètoile più luminosa ha gettato uno sconforto generale. Roberto Bolle, il primo ballerino della Scala e dell’American Ballet Theatre di New York, è rimasto scosso, come il resto del mondo, alla notizia della sua morte.

Intervistato dal Corriere della Sera, Roberto Bolle ha così voluto ricordare Carla Fracci: “Se non avesse aperto le strade prima di me io non avrei mai fatto quello che ho fatto nella mia carriera. La sua perdita è un gran dolore”, ha commentato commosso. Aggiungendo: “Fin da bambino l’ho considerata una delle più grandi interpreti e ballerine, lei ha rappresentato la danza italiana nel mondo. Nessun altro nome era conosciuto e riconosciuto come il suo”.

Roberto Bolle e i primi incontri con Carla Fracci

Poi Roberto Bolle ricorda i primi incontri di persona con la grande ballerina: “La ricordo agli spettacoli in Scala. Io studiavo e la guardavo ammirato. E poi il suo debutto a 60 anni nel ruolo di Tatiana in Onegin: una forza incredibile”.

Il ballerino torna indietro con la mente, quando per la prima volta seppe che avrebbe ballato con lei: “Quando abbiamo iniziato a collaborare ero terrorizzato, proprio per il fatto di dover ballare con l’icona della danza. Avevo paura non tanto di sbagliare i miei passi ma piuttosto di non sostenerla abbastanza. Lei mi ha aiutato moltissimo e vederla era sempre un piacere”. Roberto Bolle ha poi voluto ricordare la tenacia, la volontà e anche il suo grande lato ironico, che ha avuto fino all’ultimo nel suo lavoro: “Ha dato una grande lezione a tutti. Mancherà tanto a me e alla danza italiana“.

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