Lui perde il lavoro per un post sulla fiction Svegliati amore mio. Lei si offre di pagare le spese legali

“Svegliati amore mio” la fiction con Sabrina Ferilli è stata molto più di un semplice successo televisivo.

È andata a toccare sensibilità, problemi e interessi delicati diventando terreno di scontro politico e anche legale.

Ma cosa è successo esattamente?

Dopo aver condiviso sui social un post sulla fiction, Riccardo Cristello, operaio del siderurgico ex Ilva di Taranto, oggi ArcelorMittal, è stato licenziato in tronco.

Una fiction quasi vera

Ideata e prodotta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, “Svegliati amore mio” è andata in onda su Canale 5 e racconta di una madre Nanà – interpretata da Sabrina Ferilli – che si batte  contro l’acciaieria Ghisal, fabbrica che potrebbe aver fatto ammalare di leucemia la figlia.

Da sempre impegnata al fianco dei lavoratori e dei “precariamente occupati” come nel film di Paolo Virzi, Tutta una vita davanti – Sabrina Ferilli si è sentita coinvolta nella vicenda e ha voluto fare un gesto di generosità: ha chiamato Riccardo Cristello per offrirgli un aiuto e pagare le spese legali per la causa contro il suo ex datore di lavoro. Ma non basta.

Sull’episodio è intervenuto anche il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando che, dopo un primo contatto con l’amministratore delegato di Arcelor Mittal, Lucia Morselli, ha detto: «Il caso non è chiuso. Scriverò all’azienda per farmi dare altre spiegazioni». 

Pur non richiamando in maniera esplicita la vicenda dell’ex Ilva di Taranto la fiction a molti ha ricordato le vicende del polo siderurgico pugliese oggi ArcelorMittal. 

L’acciaieria di Taranto è la più grande d’Europa. Da decenni vive un’odissea con battaglie tra industria e magistratura. Lo Stato sta tornando in parte proprietario dell’acciaieria e con l’azienda sta attuando un piano di decarbonizzazione per produrre in modo meno inquinante. 

Dopo la fiction, due operai nei guai

Il putiferio è scoppiato dopo che due operai, sui social hanno condiviso un post Facebook che invitava a vedere la fiction. Ad ArcelorMittal, quei post sono suonati offensivi spiegando che il problema non erano tanto i post in sé che invitavano a “vedere la serie”, quanto i successivi commenti sui social definiti dall’azienda «affermazioni di carattere lesivo e minaccioso».

I due operai sono stati subito sospesi dal lavoro. Riccardo Cristello, (45 anni, moglie e due figli), dopo 21 anni in acciaieria è stato licenziato. Da qui l’interessamento da parte dell’attrice che, appresa la notizia, ha chiamato l’operaio esprimendogli solidarietà e offrendogli il proprio aiuto per sostenere le spese legali.

Garbatamente Roberto – che è sostenuto dal sindacato Usb, Unione sindacale di base,  – ha ringraziato l’attrice per l’aiuto offerto e per il suo interessamento. Sarà il sindacato a sostenere le spese della causa.

Sostegno anche di Izzo e Tognazzi

Sostegno al licenziato, ai dipendenti del siderurgico e in genere alla popolazione tarantina che vive quotidianamente le difficoltà legate al ricatto lavoro o salute, è stato espresso anche dagli ideatori della fiction, Simona Izzo e dal marito Ricky Tognazzi.

In particolare Izzo, intervistata da Novella 2000 ha detto: «Taranto è una delle città più belle del mondo, ma è innegabile che il suo mare, i suoi pesci siano inquinati.

Molti pensavano che “Svegliati amore mio” raccontasse una vicenda inventata, non è così. Sono orgogliosa d’aver fatto conoscere una triste realtà. Sono troppi i bambini morti o affetti da leucemia, linfomi».

Dalla fiction alla politica

Questo licenziamento è diventato anche un caso politico. Il Ministro Andrea Orlando, ha chiamato subito l’amministratore delegato di Arcelor Mittal per avere chiarimenti, poi a Radio 24 ha detto: «Il caso non è chiuso. Scriverò all’azienda per farmi dare altre spiegazioni, è stato mandato l’atto con cui è stato licenziato il lavoratore, ma questo non spiega molto delle ragioni che hanno portato a questa decisione».

Lo Stato ha siglato un accordo con l’attuale proprietà dell’ex Ilva, per raggiungere la maggioranza del capitale e avviare la decarbonizzazione di alcuni impianti, per produrre acciaio in modo meno inquinante.  

 

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