10 nodi a 10 giorni dall'inizio: i presidi scrivono ad Azzolina
10 nodi a 10 giorni dall'inizio: i presidi scrivono ad Azzolina

Tra i punti critici i lavoratori fragili, gli organici e la mascherina. Tante le incognite prima del suono della campanella

L'incognita sui lavoratori fragili, sui numeri e sui tempi di assunzione dell'organico Covid ('arruolato' per l'emergenza), i dubbi sull'uso della mascherina. A dieci giorni dall'inizio delle lezioni per la maggior parte degli studenti italiani, i presidi - per mano del presidente dell'Anp, Antonello Giannelli -, scrivono alla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, elencando dieci nodi che restano da sciogliere.

Il primo riguarda proprio i lavoratori fragili. Al momento, fa notare Giannelli, c'è una "lacuna normativa" che riguarda, da un lato, la gestione dell'assenza di chi non può lavorare né in presenza né a distanza (come i collaboratori scolastici), dall'altro, la gestione di chi non può lavorare in presenza ma potrebbe farlo a distanza, come il caso del personale tecnico, amministrativo e docente. Poi c'è il nodo smart working del personale Ata. L'entrata in vigore del decreto Rilancio ha fatto venir meno il regime emergenziale e derogatorio dello smart working per le sole istituzioni scolastiche, lamentano i dirigenti scolastici, che intendono sapere come questa disposizione sia coniugabile con alcune eventualità: quando, ad esempio, tra il personale delle segreterie, ci siano lavoratori fragili, impossibilitati a lavorare in presenza, ma che potrebbero farlo in modalità agile; quando gli uffici vengano posti in quarantena mentre altri plessi continuano a funzionare regolarmente; quando sia disposta la chiusura per l'intera scuola. E' un chiarimento necessario, osservano, perché così si potrebbe provvedere alle eventuali nomine dei supplenti e ai procedimenti che fanno capo alle segreterie.

Un altro nodo da sciogliere riguarda il lavoro a distanza del personale docente. "Ci si chiede come gestire il personale docente fragile che potrebbe lavorare a distanza nelle scuole del primo ciclo e come attuare la didattica digitale integrata nelle scuole secondarie di secondo grado, vesto che non esiste una regolamentazione contrattuale del lavoro a distanza dei docenti", si legge.

I presidi chiedono anche tempi ed entità certi sull'organico Covid. Alcuni uffici scolastici regionali lo hanno in parte comunicato, mentre altri ancora no. "Mancano certezza sui dati e celerità nelle nomine, mentre i dirigenti sono chiamati adesso a fornire risposte alle famiglie e agli Enti locali, sull'organizzazione adottata che dipende, molto spesso, proprio dalla disponibilità di questo organico", scrivono.

Ci sono, inoltre, da considerare le immissioni in ruolo dei vincitori del concorso per Dsga (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, importante figura direttiva): il concorso non si è ancora concluso in molte regioni per cui le immissioni in ruolo annunciate (quasi duemila, a fronte di una disponibilità di oltre 3mila posti) non sono avvenute a partire dal primo settembre.

Ad oggi, poi, non è ancora intervenuta l'ordinanza prevista sugli studenti fragili e l'unica via praticabile per tutelarli sembra essere l'istruzione domiciliare.

Non meno stringente è fugare i dubbi sull'uso della mascherina da parte degli alunni. Le indicazioni del Cts ne impongono l'utilizzo dai 6 anni e lo escludono nel segmento 0-6: "Occorre chiarire cosa fare nel caso di bambini che, pur frequentando la scuola dell'infanzia, abbiano già compiuto 6 anni (quindi sarebbero soggetti all'uso della mascherina) e, per converso, cosa fare nel caso di alunni che, pur frequentando la scuola primaria, non abbiano compiuto 6 anni (e quindi non sarebbero soggetti all'uso della mascherina)".

Questione certificato medico per la riammissione a scuola degli studenti dopo sospetto o conferma contagio e, in generale, dopo una malattia: "Secondo il decreto ministeriale 80/2020, nella scuola dell'infanzia, dopo un'assenza per malattia superiore a 3 giorni 'la riammissione a scuola sarà consentita previa presentazione della idonea certificazione del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale attestante l'assenza di malattie infettive o diffusive e l'idoneità al reinserimento nella comunità scolastica'. Nulla è previsto per gli altri ordini di scuola. È opportuno che le istituzioni scolastiche sappiano per tempo come comportarsi".

Infine, c'è il pasto domestico. La questione non viene affrontata in nessuno dei documenti elaborati in vista della ripartenza della scuola. "Ci si chiede se il pasto domestico risulti compatibile con l'esigenza di garantire la salute e la sicurezza dei bambini e dei lavoratori della scuola e se debbano essere adottate apposite prescrizioni, nel momento in cui lo si consenta".

Una lettera che è un grido d'aiuto da parte di chi ha sulle spalle tutte le responsabilità. Anche perché, commenta Giannelli: "Mai come oggi la scuola è al centro dell'interesse collettivo".

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