Vaccini, storia di una bufala: tutto partì dal falso studio del medico radiato

Vent'anni fa la pubblicazione della ricerca di Andrew Wakefield, colpevole di aver intenzionalmente alterato i risultati del suo studio e non solo

Ora c'è anche la procura di Roma a suggellare una verità scientifica: non c'è alcuna relazione tra autismo e vaccini. L'evidenza clinica è ormai assodata da anni. Ma allora come si è scatenato un allarme così ingiustificato? Tutto inizia venti anni fa, quando la prestigiosa rivista medica britannica 'Lancet' pubblica uno studio firmato dall'allora 41enne che riportava i casi clinici di 12 bambini con disturbi legati allo sviluppo e ricoverati nel reparto di Gastroenterologia del Royal Free Hospital di Hampstead, a nord di Londra, tra luglio 1996 e febbraio 1997. Il medico associa al vaccino trivalente morbillo-parodite-rosolia una malattia infiammatoria intestinale che provoca una permeabilità dell'intestino a sostanze in grado di danneggiare il cervello, determinando quindi l'autismo.

Alcuni anni dopo, gli altri autori della ricerca ne ritrattarono le conclusioni e fu dimostrato che Wakefield aveva intenzionalmente alterato i risultati del suo studio, tanto che venne radiato dall'albo dei medici. La ricerca viene dichiarata ufficialmente fraudolenta e disonesta, e il 'Lancet' si affretta a ritrattarla ufficialmente.

Viene fuori, successivamente che Wakefield aveva stilato un contratto come consulente per lo studio legale dell'avvocato Richard Barr di King's Lynn, nell'ambito della pianificazione di una class action 'speculativa' da intentare a nome di 1600 famiglie reclutate all'occorrenza. Inoltre è poi emerso che i 12 bambini in realtà sono stati arruolati nell'ambiente delle associazioni anti-vaccini, e la maggioranza dei loro genitori è cliente dell'avvocato Barr. Ma evidentemente nulla di tutto questo è bastato per frenare la 'leggenda'. Ora c'è anche la parola della magistratura romana a dare man forte alla verità scientifica.
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata