Vaccini, l'Italia migliora la copertura. Ma è allarme in cinque regioni
"Il 2017 è stato l'anno choc perché ha visto tornare al 400% il morbillo in Europa"

La legge sull'obbligo vaccinale sta funzionando: lo dicono i dati del ministero della Salute. Per i nati nel 2015, l'esavalente (contro difterite, tetano, pertosse, emofilo b, epatite b e polio) è quasi tornato al livello di immunità di gregge, che è il 95%, e quello quadrivalente (morbillo parotite e rosolia), ha fatto un gran passo in avanti, fino a superare il 90%. C'è stato dunque un incremento dell'1,21% rispetto al 2016, con 11 regioni che superano il 95%; l'aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 91,68%, con un +4,42% rispetto all'anno precedente, una Regione che supera il 95% e altre due che vi si avvicinano.

Sono aumentate le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (88,4% nel 2016 vs 90,84% nel 2017) e anti-meningococcica C (80,7% nel 2016 vs 83,06% nel 2017). Il trend generale positivo è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali a 36 mesi (relative ai bambini nati nell'anno 2014) e dalle coperture vaccinali a 48 mesi (relative ai bambini nati nell'anno 2013). Se molto è stato fatto, tanto ancora è da fare. Solo 11 Regioni su 21 hanno raggiunto l'obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con l'esavalente.

"Oggi è un momento di bilancio - ha detto la ministra Beatrice Lorenzin alla presentazione dei risultati - i dati relativi al 2017 sono confortanti per quanto riguarda le fasce 0-6, dove era la parte più stringente della norma; dati positivi già a pochissimi mesi dall'introduzione della norma. Ci aspettiamo un incremento ancora maggiore dalla prima parte del 2018. La maggior parte delle Regioni ha raggiunto incrementi notevoli, anche se rimangono 5 regioni, la provincia autonoma di Bolzano, la Sicilia, le Marche, l'Abruzzo e il Friuli Venezia Giulia, in cui si registra ancora una forte resistenza alla vaccinazione". Parole di allarme sono state pronunciate anche dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi.

"Il 2017 - ha sottolineato - è stato l'anno choc perché ha visto tornare al 400% il morbillo in Europa: l'Italia è il paese in Europa che ha reagito prima, uscendo da una graduatoria che ci vedeva al quinto posto dopo la Nigeria, l'Afghanistan, il Pakistan e la Romania. Il morbillo causa la morte di un bambino ogni tremila. In Sicilia abbiano registrato 200 casi e tre morti. Con la legge abbiamo messo in sicurezza i bambini tra 0 e 6 anni. Rimane tuttavia un bacino di decine di migliaia di bambini, adolescenti ed adulti ancora vulnerabili al morbillo", ha aggiunto il presidente Ricciardi.

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