Un figlio dopo il cancro. Sette donne su dieci ci riescono
Uno studio di Institute Marques (Barcellona). Le tecniche lo permettono e la recidiva è molto bassa

Diventare mamma dopo il cancro è possibile. La buona notizia arriva da una ricerca dell'Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès di Barcellona secondo la quale la percentuale di successo per le pazienti oncologiche è salita: 7 su 10 riescono a coronare il sogno di maternità in meno di due anni, senza il rischio di recidivanti. Il quadro presentato dagli esperti in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes) è incoraggiante: lo studio ha dimostrato che, dopo i trattamenti oncologici, 9 pazienti su 10 sono state ritenute idonee a intraprendere un processo riproduttivo. "Molte di queste donne possono avere un bambino se hanno già completato con successo il trattamento di chemio, radioterapia o interventi chirurgici - spiega Michela Benigna, ginecologa e membro dell'Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès - L'imperativo è che il loro caso venga esaminato da un team multidisciplinare. Solo allora possiamo dire che essere una madre dopo il cancro è sicuro".

L'82% delle pazienti oncologiche rimaste incinte ha un'età media di 40 anni e per la maggior parte viene da cancro al seno (35%), neoplasie ematologiche come leucemia o linfoma (29%) e cancro ovarico (14%). I trattamenti alle quali si sono sottoposte: fecondazione in vitro (3,9%), donazione di embrioni (11,7%) e donazione di ovociti (84%). Solo il 10% ha vitrificato gli ovociti prima del trattamento del cancro. Questo è quanto osservato sul campione dagli esperti di Institut Marquès, che da due anni continuano il monitoraggio delle pazienti oncologiche durante la gravidanza. Le pazienti, in buona salute, non hanno presentato una recidiva della malattia. Fino a qualche anno fa il desiderio di un figlio riguardava la metà delle giovani pazienti, ma meno di 1 su 10 rimaneva incinta dopo le terapie. In molti casi, a vincere era proprio il timore di recidiva tumorale.

Preservare la fertilità nelle pazienti oncologiche è diventata una priorità dal momento che è aumentata l'incidenza del cancro nelle donne in età riproduttiva. Ad ogni modo, anche le percentuali di sopravvivenza sono in crescita, con un tasso dell'85% per i pazienti sotto i 50 anni. L'Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès nasce con l'obiettivo di orientare le pazienti oncologiche ed informarle sulla possibilità di maternità dopo aver superato un cancro. Il team che la compone si caratterizza per la multidisciplinarietà, ed è formato da esperti di diverse specializzazioni che studiano a fondo ogni singolo caso. Nel corso dello studio il 10% delle pazienti sono state valutate non idonee aUn fi iniziare un processo riproduttivo per varie motivazioni: trattamento oncologico non concluso, età elevata (oltre 50 anni) o problemi di obesità patologica.

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