Dati, alleanze pubblico-privato e competenzie sul territorio sono i tre pilatri per costruire la sanità di domani. È quanto emerso dal primo Forum “Oltre il prodotto” a Milano. Istituzioni, top manager dell’industria farmaceutica, direttori generali, esperti di Real World Evidence e intelligenza artificiale hanno dato vita a una giornata di confronto serrato sulle sfide strutturali della sanità italiana: dall’invecchiamento della popolazione, alla digitalizzazione.
Le sfide della longevità per la salute di domani
“L’invecchiamento della popolazione e la crescita della cronicità ci chiedono di ripensare i modelli di presa in carico, rivedendo il rapporto della gestione dell’assistenza tra ospedale e territorio. In questo scenario l’industria farmaceutica è un interlocutore strategico”, ha detto Giuseppe Quintavalle, presidente nazionale Fiaso. “Competenze, innovazione e capacità di investimento sono una risorsa preziosa – ha aggiunto Quintavalle – che può esprimere pienamente il proprio valore solo dentro un dialogo trasparente e deontologico, fondato su regole chiare e su obiettivi condivisi: la salute dei cittadini e la tenuta del sistema”.
Promosso dal pool di aziende Sanitanova, Save Studi, BiHealth e Different Web, il Forum ha evidenziato la necessità di superare l’approccio alla salute incentrato unicamente sul farmaco o sul dispositivo, per muoversi verso modelli integrati.
Superare i silos
Dal canto suo Paolo Petralia, Dg dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e Vicepresidente Nazionale Fiaso, ha evidenziato il necessario cambio di passo organizzativo:
“La vera sfida della sanità moderna non si gioca più all’interno dei singoli silos ospedalieri, ma nella capacità di tessere reti reali sul territorio. Le partnership pubblico-private sono lo strumento principale per fare un salto di qualità metodologico, superando la logica della prestazione per abbracciare quella della presa in carico globale”.
“Gestire un’azienda sanitaria oggi significa governare la complessità attraverso i dati – ha detto poi Giovanni Gorgoni, Dg della Asl di Asti – Dobbiamo passare da una gestione puramente reattiva della spesa a una programmazione predittiva basata sulla stratificazione dei bisogni della popolazione. Solo così il management sanitario può generare un valore che sia misurabile e socialmente sostenibile”.
L’AI e la salute, non una moda passeggera
E l’AI? “L’intelligenza artificiale in sanità non è una moda passeggera, né un semplice rumore di fondo: è una rivoluzione strutturale già in atto. La sfida cruciale per la comunità medica e scientifica è trasformare i grandi volumi di dati in modelli predittivi e preventivi affidabili, capaci di supportare il clinico al momento del bisogno e personalizzare le terapie in sicurezza”, ha evidenziato Alberto E. Tozzi, Head of Predictive and Preventive Medicine Research Unit dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Soddisfatto Antonio Messina, Ceo di Sanitanova: “Il settore è pronto per questo cambio di paradigma. Essere riusciti a riunire in un unico ecosistema collaborativo i rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e delle professioni sanitarie dimostra che la strada del dialogo interdisciplinare e della condivisione dei dati è l’unica percorribile per garantire il futuro della nostra sanità”.

