Telechirurgia robotica, 2 tumori rimossi a distanza in prima italiana 

Telechirurgia robotica, 2 tumori rimossi a distanza in prima italiana 
Intervento telechirurgia Gemelli

Due interventi su altrettanti tumori eseguiti a distanza tra Ospedale Isola Tiberina e Policlinico Gemelli. Il progetto

Due interventi su altrettanti tumori eseguiti a distanza, a Roma, tra Ospedale Isola Tiberina e Policlinico Gemelli, in quella che si presenta come una prima italiana per la telechirurgia robotica. Il 31 agosto scorso due pazienti, una donna e un uomo con – rispettivamente – un tumore del colon-retto e uno della prostata, sono stati operati da due celebri chirurghi italiani. Alla console, collocata nell’Ospedale Isola Tiberina, c’erano infatti Sergio Alfieri e Bernardo Rocco, mentre i pazienti si trovavano nelle sale operatorie del Policlinico Gemelli, a una distanza di circa 10 km. 

Il nuovo programma di telechirurgia robotica

Ha preso così il via il nuovo programma di telechirurgia robotica della Fondazione Policlinico Gemelli, che mira a mettere in rete le competenze e le tecnologie delle strutture sanitarie del Gruppo, aprendosi a future collaborazioni internazionali. Realizzati con il sistema robotico chirurgico avanzato Toumai (di MicroPort MedBot, la cui implementazione ed adozione clinica in Italia è accompagnata e supportata dal gruppo Palex), gli interventi sono anche i primi rispetto ai 20 programmati all’interno del progetto.

“Per la chirurgia si apre una nuova epoca”, commenta il professor Bernardo Rocco, ordinario di Urologia della Cattolica e direttore della UOC di Clinica Urologica Gemelli. La telechirurgia robotica permette al chirurgo di operare da una sede diversa rispetto a quella nella quale si trova il paziente, attraverso una connessione dedicata e sistemi tecnologici progettati per assicurare elevati standard di affidabilità e sicurezza. In sala operatoria è comunque sempre presente un’équipe chirurgica completa, pronta a intervenire in ogni momento.

Cure all’avanguardia anche in Paesi lontani

Come sottolinea Sergio Alfieri, ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche della Fondazione Policlinico Gemelli, la telechirurgia “può offrire a tutti i pazienti cure all’avanguardia, sia che si trovino negli ospedali del gruppo Gemelli, sia che si trovino in altri Paesi molto lontani come l’Africa, dove si sta valutando un progetto molto ambizioso al servizio dei più deboli. La possibilità di operare da remoto apre a nuovi scenari che possano garantire una cura democratica per tutti, oltre a rappresentare un ulteriore sviluppo di modelli di insegnamento e tutoraggio”.

“Con l’avvio di questo progetto apriamo una nuova modalità di fare chirurgia: grazie all’evoluzione tecnologica, le elevate competenze di ogni professionista presente in strutture altamente specializzate possono essere messe a disposizione dei pazienti di altre strutture sul territorio nazionale o in Paesi con difficoltà di accesso ad elevate professionalità specilistiche”, dichiara il Direttore Generale della Fondazione Policlinico Gemelli, Daniele Piacentini.

I dettagli

“Il nostro team lavora da due anni con industrie internazionali leader della tecnologia robotica in chirurgia per il programma di definizione della tecnologia e degli standard clinici e regolatori della telechirurgia” ricorda Rocco, che ha illustrato gli interventi al congresso internazionale ERUS26 (European robotic live-urological surgery meeting), che si è tenuto a Padova.

Per questi due interventi è stata utilizzata la piattaforma Toumai Laparoscopic Surgical System della MicroPort MedBot, che ha ottenuto lo scorso giugno la certificazione CE dell’Unione Europea per la telechirurgia. 

La collaborazione tra Gemelli e Ospedale Isola Tiberina “dimostra concretamente il valore di un network capace di mettere a fattor comune professionalità, tecnologie e capacità organizzative. La distanza fisica tra le strutture non rappresenta più un limite, ma diventa un’opportunità per far circolare le migliori competenze e offrire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più avanzati e integrati”, fa notare il Dg dell’Ospedale Isola Tiberina, Giovanni Arcuri.

Dal Tevere all’Africa: la telechirurgia del Gemelli guarda oltre 

Spazio alla formazione, ma anche alla cooperazione internazionale. “L’obiettivo è fare del Gemelli un centro di riferimento per la preparazione alla telechirurgia robotica degli specializzandi e dei giovani medici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche per l’aggiornamento e il perfezionamento di chirurghi specialisti provenienti da altre realtà sanitarie italiane e internazionali”, dice il preside della Facoltà di Medicina della Cattolica Alessandro Sgambato

Alla fase clinica e formativa ne seguirà infatti una seconda, orientata alla cooperazione sanitaria internazionale. La telechirurgia robotica potrà essere utilizzata per portare competenze specialistiche in Africa e altre aree del mondo nelle quali l’accesso alle cure avanzate è ancora limitato.

Telechirurgia robotica, 2 tumori rimossi a distanza in prima italiana 
Intervento in telechirurgia tra Gemelli e Ospedale Isola Tiberina. Foto Policlinico Gemelli
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