Dengue in Italia, la ‘fotografia’ nell’estate delle arbovirosi

Dengue in Italia,  la ‘fotografia’ nell’estate delle arbovirosi
Zanzara Dengue ASSOCIATED PRESS

La ‘fotografia’ delle Dengue in Italia sta cambiando, “la parola chiave dovrebbe essere disinfestazione programmatica”. L’analisi

Non solo West Nile virus,  Chikungunya o Zika. Nell’estate delle zanzare e delle arbovirosi, in Italia torna a preoccupare la Dengue. “La fotografia in Italia è cambiata nel giro di pochi giorni. Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato il 4 agosto e relativo ai casi registrati fino al 31 luglio segnalava 192 infezioni confermate, tutte associate a viaggi all’estero e senza decessi. Nessun caso autoctono era stato ancora registrato. Quel dato, però, precede gli episodi emersi nell’ultima settimana di agosto”. A sottolinearlo a LaSalute di LaPresse è l’epidemiologo Massimo Ciccozzi. 

Che cosa è successo nel frattempo? “Il 26 agosto all’ospedale Borea di Sanremo è stata diagnosticata la Dengue a un italiano di 30 anni che non aveva effettuato recenti viaggi all’estero. In un primo momento il caso aveva fatto ipotizzare una possibile trasmissione avvenuta direttamente nel Ponente ligure. Successive indagini hanno rivelato che l’uomo aveva soggiornato nel Salento; proprio in questa zona la Asl di Lecce ha individuato anche un familiare con sintomi compatibili con la Dengue, residente a Milano, i cui primi test sono risultati positivi. Insomma, il caso diagnosticato a Sanremo potrebbe essere ricondotto epidemiologicamente a una possibile trasmissione locale avvenuta nel Salento”, dice Ciccozzi. 

Il nuovo caso di Dengue

Un caso di Dengue nelle scorse ore è stato accertato anche a Trieste. A renderlo noto l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, che ha annunciato anche l’avvio delle operazioni di disinfestazione.

“Questo conferma che anche in Italia, durante la stagione favorevole alla presenza della zanzara tigre, possono crearsi le condizioni per una trasmissione autoctona del virus”, sottolinea l’epidemiologo del Campus Bio-Medico. Ma in che modo? “Una persona che ha preso la Dengue all’estero o in un’altra regione, tornando in Italia o andando in una regione diversa, viene morsa da una zanzara tigre. L’insetto può quindi trasmettere la Dengue ad altre persone”, spiega l’epidemiologo.

Che cos’è la febbre di Dengue

Un tempo confinata nelle zone tropicali e sub tropicali del pianeta, la “febbre spaccaossa” si sta diffondendo in altre aree del mondo, compresa l’Europa. Si tratta di una malattia infettiva indotta dal virus Dengue, uno dei Flavivirus. Se ne conoscono quattro sottogruppi: DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4.

La responsabile della diffusione di questi virus è una zanzara femmina: l’Aedes aegypti. Se una persona infetta viene punta da una zanzara, l’insetto può trasmettere il virus. Più sono le zanzare portatrici del virus, maggiore è la probabilità di diffondere il contagio.

I casi autoctoni e i precedenti

“Un precedente importante esiste già: nel 2024 l’Italia ha affrontato il più grande focolaio di Dengue mai documentato nell’Europa continentale, con quasi 300 casi autoctoni. Nel 2025 erano invece stati registrati quattro casi autoctoni. Quindi la parola chiave dovrebbe essere disinfestazione programmatica, proprio come dice sulla carta il Piano nazionale contro le arbovirosi”, conclude Ciccozzi.

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