Il diritto alla salute in Italia rischia di diventare sempre più una questione di residenza e disponibilità economica. Dal nuovo report di Medici del Mondo – ‘La misura della disuguaglianza. Crisi del Servizio sanitario nazionale e divari nell’accesso alla prevenzione e alle cure oncologiche in Italia’ – emerge il ritratto di un Ssn sempre più fragile e diseguale.
Le risorse tagliate alla sanità
Secondo il rapporto presentato stamattina alla Camera dei Deputati, la crisi del Ssn è il risultato di un lungo processo di definanziamento. Tra il 2010 e il 2019 alla sanità sono stati sottratti oltre 37 miliardi di euro rispetto alle risorse programmate, mentre la spesa sanitaria pubblica si attesta oggi al 6,3% del Pil, al di sotto della media europea. Nel frattempo cresce la spesa sostenuta direttamente dai cittadini, arrivata a 41,3 miliardi, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva.

Le differenze tra le regioni
A pesare sono anche le liste d’attesa e la rinuncia alle cure: nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria per motivi economici o per tempi di attesa troppo lunghi.
I dati sugli screening sono emblematici delle difformità regionali. L’adesione ai programmi di screening mammografico organizzato raggiunge il 63,2% nel Nord Italia, ma si ferma al 40,1% nel Mezzogiorno. Ancora più ampio il divario per lo screening del tumore del colon-retto: 46,8% al Nord contro 21,1% al Sud. In Calabria l’adesione precipita rispettivamente al 22,1% e al 5,2%.
A questo si aggiungono una minore disponibilità di strutture ad alta specializzazione e la persistente mobilità sanitaria, che costringe migliaia di pazienti meridionali a spostarsi verso altre regioni per ricevere cure adeguate.
Un sistema frammentato
“Quello che emerge dal report è un sistema sempre più frammentato, in cui il territorio di residenza, le condizioni economiche e la capacità di orientarsi nel sistema sanitario incidono concretamente sulle possibilità di cura”, sottolinea Mario Braga, vicepresidente di Medici del Mondo Italia. “Il rischio è che si consolidi ulteriormente un sistema a doppia velocità, dove il pubblico fatica a rispondere ai bisogni e quote crescenti di assistenza vengono assorbite dal privato”.
“Per Medici del Mondo Italia la difesa della salute pubblica e del Servizio sanitario nazionale è il punto di partenza imprescindibile per poter parlare di salute universalistica, che non lasci indietro o esclusa nessuna persona”, dice Elisa Visconti, direttrice dei Medici del Mondo Italia.
“Se si trovano le risorse per aumentare altre voci strategiche di spesa, a partire da quelle militari – conclude Visconti – devono essere trovate anche quelle necessarie per garantire un Servizio sanitario nazionale realmente universale, accessibile ed efficace”.

