Sono passati poco più di cent’anni da quando, il 15 agosto del 1925, un decreto regio istituì le scuole convitto professionali per infermieri. Nella Giornata internazionale dell’Infermiere la Fnopi celebra la categoria con un evento alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
I valori degli infermieri
‘Nati per prendersi cura, formati per eccellere’ è il claim della campagna comunicativa e il filo conduttore della giornata. “Con le nuove lauree specialistiche rispondiamo finalmente con competenze avanzate alle sfide di un sistema salute che cambia”, evidenzia la presidente della Fnopi Barbara Mangiacavalli.
“Garantiamo ogni giorno assistenza, intesa come ‘care’, prendersi cura: il nostro è un modo di stare al mondo”, rivendica con orgoglio la presidente della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche. “Oggi celebriamo un secolo di sacrificio e impegno, siamo figli di cento anni di studio e lavoro”.
“Abbiamo sempre provato a svolgere la nostra attività come costruttori di comunità, affinché nessuno si senta solo. E perché, come ci ricordò Papa Francesco, nessuno si salva da solo”, prosegue Mangiacavalli. “Saremo sempre al servizio dei valori costituzionali, della dignità umana e dello sviluppo della comunità”, promette la numero uno della Fnopi.
Resta però fondamentale “la capacità del sistema sanitario di evolvere e di rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione”. Per questo servono “una formazione di qualità e una cultura professionale orientate all’umanità e alla cura. Celebrare cento anni di sapere infermieristico – conclude – significa non solo guardare al passato con gratitudine, ma assumere un impegno per il futuro”.

Prospettive di carriera per i giovani
Il pensiero del ministro della Salute Orazio Schillaci va ai giovani che decidono di intraprendere la carriera infermieristica: “Vogliamo scrivere insieme a voi una nuova stagione per la comunità infermieristica italiana. Soprattutto per dare una risposta alle legittime aspettative dei giovani professionisti: offrire prospettive di carriera, valorizzare competenze avanzate, costruire percorsi di crescita professionale chiari e attrattivi”.
Momenti eroici: Gaza e la pandemia
Poi è toccato al presidente Mattarella, che ha espresso tutta la sua gratitudine per una categoria “crocevia di alti valori umani”. Perché l’infermiere “prende in prestito la vita di una persona, la accudisce per il tempo necessario, con l’obiettivo di restituirla in buona salute”.
E a volte si trova a lavorare in situazioni disperate: “Non esisto a definire come gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi a Gaza”, dice Mattarella, che poi ricorda “il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto durante la pandemia da Covid, una drammatica emergenza che aveva vissuto con sacrifici immani”.
Oggi gli infermieri in Italia sono 462mila, “un numero insufficiente rispetto alle esigenza di cura della popolazione. I servizi di cura – conclude Mattarella – non possono tollerare disparità tra i territori, a partire dalle aree interne dell’Italia. Sarebbe come dire che il diritto alla salute è un diritto diseguale”.

