Salute, l'esperto: Occhio secco? Attenti a pc, tablet e smog
Il dottor Lucio Buratto spiega a LaPresse come combattere questa sindrome

"La sindrome dell'occhio secco è legata all'inquinamento, all'uso eccessivo della vista soprattutto in ambienti secchi, molto spesso anche all'età. Specialmente nella donna in menopausa questa patologia è molto frequente". Così a LaPresse il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro ambrosiano oftalmico, a margine della presentazione del mese della prevenzione e cura dell'occhio secco (dal 21 marzo al 21 aprile a Milano e Varese) oggi al Circolo della Stampa di Milano. "L'uso di tablet e di computer aumenta questa sintomatologia. Per cui, quando si sta al pc, occorre bere, mettere lacrime artificiali, umidificare l'ambiente e imparare ad ammiccare con più frequenza", ha spiegato lo specialista.

Che cos'è la sindrome dell'occhio secco?

"È una malattia dell'occhio in cui le lacrime evaporano con facilità per cui diventa l'occhio diventa secco. Diventando secco, si lamenta nel senso che compaiono rossore, bruciore, fastidio, sensazione di sabbia, sensazione di disagio, difficoltà a lavorare, specialmente, al computer e in ambienti secchi. È una patologia legata all'inquinamento, all'uso eccessivo della vista soprattutto in ambienti secchi, molto spesso anche all'età. Più l'occhio invecchia, più l'occhio diventa secco. Specialmente nella donna in menopausa questa patologia è molto frequente. Purtroppo, quasi tutte le donne che entrano in menopausa hanno secchezza oculare. Se poi sono anche portatrici di lenti a contatto, questa secchezza aumenta ancora di più. Quindi, quasi sempre, chi le porta ha bisogno di lacrime artificiali o di rivolgersi alla chirurgia laser per eliminare le lenti".

Esiste un decalogo per combattere questa malattia, soprattutto per le donne che sono più soggette?

"La donna che entra in periodo di difficoltà ormonale, verso i 40-45-50 anni, deve andare anche dall'oculista, specialmente se porta lenti a contatto. Deve imparare a struccarsi bene, a tenere gli occhi in ordine, fare dell'igiene oculare. Noi tutti facciamo dell'igiene alla bocca e di altre parti dell'organismo, ma trascuriamo un po' troppo gli occhi. Sono fondamentali per una vita sana, di qualità buona e occorre, quindi, trattarli bene. L'oculista è a disposizione di chi ha il sistema lacrimale deficitario ed è disponibile a migliorarlo".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata