Più di un anno di attesa per una cataratta o una mammografia: un italiano su tre ha difficoltà di accesso ai servizi sanitari

Il quadro di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato: si aspetta soprattutto per le visite specialistiche (39%) e per gli interventi di chirurgia (30%)

Sono in crescita le segnalazioni di cittadini che denunciano di non poter accedere ai servizi sanitari. Nel 2017 oltre un cittadino su tre (37,3%, il 6% in più rispetto all'anno precedente) si è rivolto per questo a Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Sotto accusa liste di attesa, soprattutto per esami diagnostici come mammografie, risonanze e tac, e i costi a carico dei cittadini, in particolar modo per ticket, farmaci e prestazioni in intramoenia, che restano il tallone d'Achille nella sanità nel nostro Paese.

È la fotografia scattata da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato nel XXI Rapporto PIT Salute, dal titolo "Tra attese e costi, il futuro della salute in gioco", presentato da con il sostegno non condizionante di FNOPI, FNOMCeO e FOFI.
Crescono i costi dei farmaci e delle prestazioni in intramoenia (rispettivamente del +4,4% e del +1,6%). In aumento le segnalazioni di lunghi tempi di attesa. Le denunciano oltre la metà dei cittadini (56% nel 2017, era il 54% nel 2016). Si aspetta soprattutto per le visite specialistiche (39%) e per gli interventi di chirurgia (30%). Seguono le liste di attesa per gli esami diagnostici (20,8%) e infine anche per la chemio e radioterapia che arrivano al 10% e registrano un salto del 100% rispetto all'anno precedente.

Si attendono in media 15 mesi per una cataratta, 13 mesi per una mammografia, 12 mesi per una risonanza magnetica, 10 per una Tac e per una protesi d'anca, 9 mesi per un ecodoppler e 7 per una protesi al ginocchio. E se i costi dei ticket per esami diagnostici e visite restano la prima voce di spesa segnalata dai cittadini, crescono anche quelli per i farmaci e per le prestazioni in intramoenia.

In aumento anche le criticità per l'assistenza territoriale, in particolare per quella di base erogata da medici di famiglia e pediatri. Diminuiscono invece le segnalazioni di presunti errori medici e i disagi legati al riconoscimento dell'invalidità civile e dell'handicap".

Dalle denunce si passa alle richieste per voce di Tonino Aceti Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva."L'equilibrio economico consolidato dal Servizio sanitario nazionale e le difficoltà che ci segnalano i cittadini indicano chiaramente che la traiettoria delle politiche sanitarie pubbliche - dice - deve essere quella di garantire maggiore accessibilità ai servizi sanitari, riducendo tempi di attesa e costi legati soprattutto a livelli di ticket ampiamente superiori al costo di alcune prestazioni svolte in regime privato. Per questo chiediamo che Governo e Parlamento approvino con questa Legge di Bilancio l'abrogazione del Superticket, un balzello che ostacola l'accesso alle cure e che incide negativamente sui redditi delle famiglie e sulle casse del SSN. Contemporaneamente chiediamo l'immediata approvazione del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2018-2020 trasmesso dal Ministero della Salute alla Conferenza delle Regioni. Inoltre è prioritario dare finalmente risposte alle fragilità attuando in tutte le Regioni il Piano Nazionale della Cronicità approvato ormai due anni fa ma recepito solo da sette Regioni. Le disuguaglianze che attraversano il SSN devono essere contrastate". "Invece - conclude - purtroppo le proposte di autonomia differenziata avanzate da alcune Regioni, e che ora si trovano sul tavolo del Governo, vanno nella direzione esattamente opposta e rischiano, a quarant'anni dall'Istituzione del SSN, di mandare in soffitta i suoi principi fondanti come quelli della solidarietà e dell'equità".

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