Neurogenesi: che cos’è e il legame con la depressione

Neurogenesi: che cos’è e il legame con la depressione
Neuroni Brain exhibition Inside MIT Museum (Sergi Reboredo / VWPics via AP Images)

La scoperta della Columbia University: la neurogenesi si arresta nel cervello delle persone adulte con depressione maggiore

Fino a poco tempo fa la scienza non aveva dubbi: i neuroni sono limitati e, una volta morti, non si rigenerano. Con il progredire della ricerca, però, la neurogenesi si è rivelata un fenomeno molto più complesso. Se la maggior parte dei 100 miliardi di neuroni del nostro cervello si forma prima della nascita, proprio il flusso di neuroni creati nell’ippocampo del cervello adulto potrebbe essere determinante nella prevenzione della depressione. Un nuovo studio, condotto da ricercatori del Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University, dimostra per la prima volta che la neurogenesi si arresta nel cervello degli adulti con depressione maggiore.

Questo potrebbe aiutare i ricercatori a sviluppare nuove terapie per ‘sbloccare l’interruttore’ dei neuroni. “Storicamente si pensava che la depressione fosse una malattia da carenza di neurotrasmettitori, in particolare di serotonina. Ora crediamo che derivi da molteplici fattori che influenzano la capacità dei nostri neuroni di adattarsi allo stress e ai cambiamenti ambientali“, afferma Maura Dupont, professoressa di psichiatria e responsabile della ricerca pubblicata su ‘Nature Medicine’.

“Senza la capacità di creare nuovi neuroni, le persone con depressione potrebbero non avere la resilienza necessaria per adattarsi efficacemente all’ambiente”.

Che cos’è la neurogenesi

Ma facciamo un passo indietro: la neurogenesi, protagonista di recente di numerosi volumi, è un processo biolegico attraverso il quale vengono generati nuovi neuroni e nuove cellule gliali.

Lo studio si è concentrato sull’ippocampo, una regione del cervello nota per il suo ruolo nella memoria episodica e nelle risposte emotive all’ambiente, nonché una delle poche in cui si generano nuovi neuroni anche da adulti.

L’ippocampo tra memoria ed emozioni

“L’ippocampo è fondamentale per la nostra capacità di distinguere tra memorie simili ma diverse e di separare la connotazione emotiva dei ricordi passati da quella degli eventi attuali“, afferma Dupont. Quando questa capacità, chiamata separazione dei modelli, viene compromessa, i ricordi, insieme al loro valore emotivo, diventano meno distinti e tendono a confondersi.

“Potresti essere fuori a pranzo con un’amica, ma lei è stanca e non parla molto. Con una separazione degli schemi intatta, ricordi questo come un evento unico. Con una separazione degli schemi compromessa, l’epidosio si mescola con ricordi precedenti in cui ti sei sentito rifiutato, portandoti a pensare: ‘È arrabbiata con me’. Lo vedo spesso nei miei pazienti, che riescono a recuperare solo informazioni negative dai loro ricordi”, racconta la psichiatra.

Studi sui topi hanno dimostrato che la separazione dei pattern dipende dalla neurogenesi adulta, e un recente lavoro su pazienti con tumori cerebrali – nei quali la neurogenesi è stata bloccata dalla radioterapia diretta all’ippocampo – suggerisce che lo stesso valga anche per gli esseri umani.

Gli interrogativi e l’obiettivo: riattivare la neurogenesi

“Non conosciamo ancora il meccanismo completo, soprattutto negli esseri umani”, ma “riattivare la neurogenesi potrebbe essere un modo per trattare la depressione in alcune persone, riorganizzando il circuito dell’ippocampo”, dice la scienziata.

La neurogenesi non agisce da sola nel cervello, ma come parte di un circuito dell’ippocampo in cui vengono immagazzinati i ricordi episodici e la loro valenza emotiva. Lo studio dimostra che l’intero circuito subisce cambiamenti molecolari.

Questi cambiamenti includono alterazioni nei geni coinvolti nella creazione di nuove connessioni e nella comunicazione tra i neuroni, nella fornitura di energia e nel trasporto di sostanze all’interno delle cellule. Anche il principale meccanismo dell’ippocampo per la formazione di nuovi ricordi emotivi, il circuito trisinaptico, ha mostrato segni di infiammazione e stress cellulare nei pazienti depressi.

La ricerca e la sfida della neurogenesi

I ricercatori sono stati in grado di rilevare questi cambiamenti dopo aver esaminato quasi mezzo milione di cellule, raccolte da pazienti depressi e soggetti di controllo subito dopo la morte di ciascun donatore. L’enorme quantità di dati ha fornito al team una visione senza precedenti dell’attività di ogni cellula e l’esatta localizzazione anatomica nel circuito dell’ippocampo in cui si verificavano tali cambiamenti.

I dati hanno anche messo in luce alcuni geni con attività alterata che hanno dimostrato di avere varianti associate alla depressione maggiore, mentre altri geni disregolati sono stati influenzati da cambiamenti epigenetici “come stress, apprendimento, invecchiamento, sostanze chimiche, ecc.”, afferma Dupont. “Nel complesso, l’ampia gamma di effetti che abbiamo riscontrato potrebbe riflettere diversi meccanismi patogenetici”. Insomma, la neurogenesi sembra avere un ruolo chiave in più di una patologia cerebrale.

Neurogenesi: che cos’è e il legame con la depressione
Photo by: Klaus-Dietmar Gabbert/picture-alliance/dpa/AP Images
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