Medici e istituzioni insieme in lotta a malattie infiammatorie croniche intestinali
Medici e istituzioni insieme in lotta a malattie infiammatorie croniche intestinali

Rapaccini (Osservatorio Sanità e Salute): "In Italia ci sono centri di eccellenza, quello che serve è il coordinamento"

 Stato attuale e nuovi scenari per la battaglia alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Sono i temi affrontati durante il convegno scientifico "Le malattie Infiammatorie Croniche Intestinali oggi", promosso dall'Osservatorio Nazionale per i Diritti dei Malati in collaborazione con l'Osservatorio Sanità e Salute. A confrontarsi la comunità scientifica di riferimento e i rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sullo stato attuale e sugli obiettivi futuri per la cura di queste malattie che incidono fortemente sulla qualità della vita.

"In Italia ci sono centri di eccellenza, quello che serve è il coordinamento ovvero trovare una rete nazionale alla quale i pazienti all'inizio dei sintomi possano fare capo in modo da andare in un centro in cui la diagnosi viene posta precocemente. E' necessario fare squadra", dice a riguardo il professor Gian Ludovico Rapaccini, coordinatore scientifico dell'Osservatorio Sanità e Salute.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono patologie infiammatorie croniche dell'intestino che comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa e che oggi in Italia colpiscono circa 200mila persone. "Poi c'è una quota di sommerso, ovvero di persone con disturbi iniziali che magari durano degli anni ma non vengono diagnosticati, e quando succede la malattia è già in fase avanzata", aggiunge ancora Rapaccini.

Ad essere interessati sono prevalentemente i giovani. Si tratta infatti di patologie che esordiscono generalmente tra i 15 e i 30 anni, ma si stima che il 20% di queste patologie venga alla luce addirittura in età pediatrica con conseguenze fisiche e psicologiche che possono risultare devastanti per la crescita e lo sviluppo del bambino. Le cause di queste malattie sono ancora sconosciute. La teoria più accreditata per spiegare la loro causa è quella di una reazione autoimmune.

"Le malattie infiammatorie croniche dell'intestino sono diventate un problema importante - argomenta il professor Mario Cottone, direttore dell'unità operativa di medicina interna dell'ospedale Cervello di Palermo - uno dei problemi italiani è che non esiste un registro nazionale che permetta di dare una dimensione complessiva del fenomeno. Negli ultimi 30 anni l'incidenza di queste malattie in Italia è aumentata".

La ricerca scientifica ultimamente ha prodotto considerevoli risultati per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Infatti nuovi farmaci sono già arrivati e ulteriori terapie giungeranno nei prossimi anni per aiutare a migliorare in modo rilevante la qualità della vita e la cura dei pazienti.

Del problema è ben consapevole anche il mondo politico che si mette a disposizione. "Il compito del ministero è quello di uniformare le linee di indirizzo delle regioni affinché ogni paziente che si accorge di avere la patologia possa trovare una risposta adeguata. E' fondamentale che venga istituito un registro", il pensiero del vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto al convegno. "In sanità non c'è colore politico, l'unica cosa che conta e' la salute del cittadino. La nostra porta e' sempre aperta", conclude.

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