Lotta all'obesità infantile: il Regno Unito vieta il junk food alle casse
In Italia il problema è in calo, ma il dato resta tra i più alti in Europa

I dolci, gli snack e il cosiddetto 'junk food' venduto vicino alle casse dei supermercati sarà presto vietato nel Regno Unito. Lo prevedono le nuove proposte governative per dimezzare l'obesità infantile entro il 2030.

I dati europei confermano che l'obesità infantile resta un rilevante problema di salute pubblica e mostrano variabili importanti da Paese a Paese. A distanza di 10 anni dalla prima rilevazione europea, si osserva che la prevalenza di sovrappeso e obesità si è ridotta in Grecia, Italia, Portogallo e Slovenia, tende alla riduzione in Irlanda e Spagna, è stabile in Belgio, Repubblica Ceca e Norvegia, mostra una tendenza all'aumento, talora per sottogruppi della popolazione infantile (per genere) in Lituania, Lettonia e Bulgaria.

Per quanto, sottolineano gli esperti, il dato italiano sia migliorato, la prevalenza di sovrappeso e di obesità tra i bambini di 6-9 anni del nostro Paese resta tra le più alte in Europa: maschi 42% in sovrappeso dei quali 21% obesi; femmine 38% in sovrappeso 38% delle quali 14% obese. I dati vengono forniti dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Il lavoro da fare è ancora molto: se l'obesità è il prodotto di familiarità, abitudini alimentari incongrue e scarso movimento, "appare evidente che il problema non è iniziare precocemente una dieta ipocalorica ma aiutare il ragazzo a modificare il proprio stile di vita", sottolineano gli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

L'approccio ritenuto più corretto è rappresentato dallo stimolo al movimento - sport aerobico e movimento spontaneo - associato a una corretta alimentazione. Su quest'ultimo fronte i pediatri consigliano di: iniziare la mattina con una buona colazione; prevedere due spuntini, uno a metà mattina e uno il pomeriggio , preferibilmente a base di frutta; mangiare verdura a pranzo e cena; scegliere nei pasti principali un solo alimento con la lettera P (pasta o pane o patate).

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