Intervento monstre a Roma, gemelle siamesi separate al Bambino Gesù
Le due piccole (17 mesi, origine algerina) unite per torace e addome. Stanno bene. Separati i due cuori e il fegato, ricostruiti sterno e diaframma. I due corpicini sono stati prima ricostruiti in 3D

Due gemelle siamesi di 17 mesi unite per il torace e per l'addome sono state separate con successo all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L'intervento di separazione su Rayenne e Djihene, provenienti dall'Algeria, è durato 10 ore ed è stato eseguito da un team multidisciplinare di circa 40 persone guidato dal professor Alessandro Inserra, direttore del dipartimento chirurgico. Per preparare l'intervento sono stati realizzati modelli e stampe 3D delle gemelle. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell'operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all'anestesia.

Nella storia dell'ospedale è il secondo caso di separazione di gemelli siamesi. L'unico altro intervento di questo tipo risale all'inizio degli anni 80, più di 30 anni fa, e fu eseguito su due gemellini maschi. Anche in quel caso si trattava di siamesi toraco-onfalopaghi (con torace e addome uniti). La nascita di una coppia di gemelli siamesi è legata alla divisione tardiva dell'embrione (a 12-14 giorni di età gestazionale), ma le cause di questo ritardo non sono ancora state scientificamente accertate. E' un evento abbastanza raro: in letteratura si conta 1 caso ogni 50-100mila nati vivi e tra le varie tipologie di gemelli congiunti i toraco-onfalopaghi sono i più frequenti (oltre 4 su 10). In generale, a causa della gravità delle malformazioni, il 75% dei siamesi non sopravvive.

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