Il Governo studia nuove restrizioni: nel mirino lo sport all'aperto
Il Governo studia nuove restrizioni: nel mirino lo sport all'aperto

Il ministro Vincenzo Spadafora: "Se dovremo essere ancora più chiari nella nostra linea lo saremo"

Servono le 'cattive'. Il numero, ancora pericolosamente alto, di italiani che non rispettano le restrizioni costringe il governo a studiare una nuova stretta per impedire che si esca di casa senza una giustificata motivazione, rischiando di aumentare il contagio di coronavirus. Per ora l'idea è quella di chiudere anche i bar e i punti di ristoro nelle aree di servizio, dopo le segnalazioni di diversi sindaci che hanno notato assembramenti in alcuni esercizi. O ancora di vietare lo sport all'aperto, dopo un improvviso scoppio della 'fitness mania' negli ultimi dieci giorni.

L'esponente M5S è preoccupato dal fatto che "ci sono ancora tantissime persone che sottovalutano i rischi che nostro Paese sta correndo". Non usa giri di parole nemmeno il ministro della Salute, Roberto Speranza: "Chi non rispetta le regole mette a rischio la vita degli altri". Ed è proprio per questo motivo che "sarà inevitabile", come dice il responsabile degli Affari regionali Francesco Boccia, una proroga delle misure oltre la scadenza del 3 aprile.

Sono ore febbrili anche a Palazzo Chigi, dove il premier Giuseppe Conte è ormai impegnato 24 ore su 24 nella 'war room' anti-coronavirus. Il capo del governo ha fatto il punto in videoconferenza con Speranza, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, il commissario all'emergenza, Domenico Arcuri, e il ministro Boccia. Subito dopo ha presieduto un vertice con i capidelegazione di maggioranza, a cui hanno preso parte Dario Franceschini per il Pd, Teresa Bellanova per Italia viva, Maria Cecilia Guerra per Leu, oltre al ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e al responsabile della Farnesina, Luigi Di Maio.

Proprio il ministro degli Esteri è impegnato per trovare soluzioni al problema dei nostri connazionali bloccati all'estero per la chiusura dei voli decisa da diversi Paesi. La priorità è "per gli studenti e chi si trova fuori momentaneamente", ha spiegato Di Maio, assicurando che comunque "non lasceremo soli gli italiani all'estero". Ovviamente, chiunque rientrerà dovrà poi mettersi in quarantena volontaria. Gli svariati vertici telefonici con Alitalia e Neos hanno portato allo sblocco di diversi voli. Ad esempio in Romania, Madrid e Malaga (dove ci sono circa mille studenti Erasmus) e poi Londra e Marocco. I biglietti sono già in venduta e in programmazione ci sono anche collegamenti con Tunisia, Serbia, Polonia, Algeri, Bruxelles, Casablanca, Marrakech e altri Paesi. Inoltre, la tratta Parigi-Roma resta operativa. Il bilancio delle ultime 72 ore è circa 10mila italiani all'estero rimpatriati.

Dal punto di vista sanitario, inoltre, Di Maio ha annunciato che la Francia donerà all'Italia 1 milione di mascherine e 20mila camici, mentre altre 800mila sono state sbloccate e un altro milione (più 100mila kit) sono è già arrivato dalla Cina con il supporto della Croce Rossa. "Sono diversi gli Stati che si stanno dimostrando solidali con noi", sottolinea il ministro degli Esteri, annunciando che gli Stati Uniti ha donato al nostro Paese un ospedale da campo da 68 posti. Sul fronte interno, invece, arrivano le prime date sull'iter parlamentare del decreto da 25 miliardi varato lunedì scorso dal governo. Al Senato, dopo una capigruppo durata quasi 4 ore, è stato stabilito che sarà l'8 aprile il giorno del voto. La Camera, invece, riunirà i presidenti dei gruppi parlamentari domani in teleconferenza. La macchina è partita.

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